I militari del Gruppo di Monza, coordinati dalla Procura della Repubblica brianzola, hanno concluso un’articolata indagine, durata oltre 2 anni, nei confronti di un’organizzazione criminale, operante su scala internazionale nel settore delle sponsorizzazioni sportive di gare automobilistiche, dedita al riciclaggio dei proventi di frode fiscale.

Maxi operazione “Hidden Accounts”

L’attività investigativa, scaturita da una precedente indagine della Fiamme Gialle di Monza (operazione “Autodromo”, svolta dal 2012 al 2014), si è sviluppata attraverso l’esecuzione di rogatorie internazionali con l’Inghilterra, la Germania, la Svizzera e il Principato di Monaco, acquisizioni e perquisizioni – effettuate anche all’estero – audizioni di testimoni ed intercettazioni telefoniche, che hanno consentito di individuare numerosi conti cifrati riconducibili a società localizzate in Paesi a fiscalità privilegiata e gestite dai membri dell’associazione a delinquere tramite alcune fiduciarie svizzere. I Finanzieri di Monza hanno così scoperto su tutto il territorio nazionale 85 imprese che, negli anni tra il 2007 e il 2014, si sono avvalse dei servizi illeciti forniti dal gruppo criminale, sottoscrivendo contratti di sponsorizzazione con società di diritto inglese, tutte prive di reale consistenza economica ed aventi la sola funzione di permettere ai soggetti economici italiani l’evasione delle imposte sui redditi, l’esportazione di capitali all’estero e la creazione di fondi neri.

Le società offshore

Le indagini hanno chiarito come il meccanismo di frode – con carattere transnazionale – sia stato negli anni perpetrato attraverso la costituzione e l’utilizzo di una serie di società offshore (con sede a Panama, nelle isole Marshall e a Dubai), anch’esse, come quelle inglesi, “scatole vuote” beneficiarie dei trasferimenti di denaro dai conti inglesi al solo scopo di far perdere le tracce dei capitali immessi nel circuito fraudolento. La gestione delle società estere avveniva tramite fiduciarie svizzere riconducibili ai membri dell’organizzazione criminale. L’ultima fase del sistema di frode consisteva nella restituzione dei fondi riciclati, dopo i vari passaggi finanziari estero su estero, a favore degli amministratori e dei soci delle imprese italiane beneficiarie dei servizi forniti dall’associazione a delinquere, che avveniva con accredito su conti cifrati accesi oltre confine agli stessi riconducibili oppure con restituzione di denaro contante o in altri casi ancora con investimenti in immobili di pregio siti all’estero. Le somme restituite ai beneficiari del meccanismo fraudolento venivano decurtate di una quota corrispondente al costo dell’operazione illecita, trattenuta dall’associazione criminale.

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Cinque ordini di arresto

Il Gip di Monza – su richiesta della Procura della Repubblica del capoluogo brianzolo – ha emesso  ordini di arresto in carcere nei confronti di 5 soggetti membri dell’associazione a delinquere. Le Fiamme Gialle hanno arrestato, nel dicembre 2016, 1 cittadino svizzero e 2 italiani, di cui uno residente a Londra. Gli altri 2 indagati, in un primo momento sfuggiti alla cattura poiché all’estero, sono stati fermati successivamente: 1 cittadino svizzero intercettato lo scorso agosto mentre raggiungeva una sua casa di villeggiatura in provincia di Sondrio, mentre l’ultimo, un cittadino italiano residente a Dubai, è stato arrestato ad ottobre scorso negli Emirati Arabi in esecuzione di un mandato di cattura internazionale.

Denunciate 82 persone

Nel corso delle indagini la Guardia di Finanza ha denunciato alla Procura della Repubblica di Monza 82 persone per associazione a delinquere, frode fiscale e riciclaggio per un importo complessivo di 75 milioni di euro. In relazione ai reati contestati, il Gip di Monza ha disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente dei beni riconducibili ai membri dell’associazione criminale per un valore di circa 10 milioni di euro, eseguito dai Finanzieri su disponibilità finanziarie, immobili di pregio ed autovetture di lusso.