Pietro Bussolati, segretario metropolitano del Partito democratico,  che si è detto sconcertato per la pubblicazione di un fumetto che racconta la storia di un militante fascista, dal titolo “Sergio Ramelli – Quando uccidere un fascista non era reato” e l’ex vicesindaco di Milano ed ora capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Lombardia, Riccardo De Corato, si stupisce delle parole del  suo avversario politico insinuando che le dichiarazioni siano spinte da un bisogno di visibilità, ora è il turno delle polemiche di    Primo Minelli, Presidente ANPI Legnano.

 

Le parole di Minelli

“E’ grave che ad una formazione politica che si richiama all’ideologia neo-nazista venga concesso un luogo pubblico nella nostra Città. Ricordare l’omicidio politico di Sergio Ramelli  avvenuto in anni lontani che e’ sempre stato condannato fermamente dall’ANPI non può giustificare la presenza di Lealtà e Azione e sopratutto ciò che essa rappresenta e propaganda. Utilizzare la morte violenta o un assassinio politico per inneggiare al nazi-fascismo è quanto di più strumentale possa succedere. Lealtè e Azione è una formazione che, anche recentemente ha esibito il suo carattere politico manifestando al cimitero Maggiore di Milano con tanto di saluti romani in una vergognosa parata fascista. Legnano antifascista, che proprio nella giornata del 16 gennaio ricorderà i deportati della F. Tosi non può tollerare la presenza in città di questi lugubri personaggi. Pertanto chiediamo all’Amministrazione Comunale di revocare l’utilizzo di una struttura pubblica, per non offendere la Città e la sua storia.”