Al limitare della zona industriale di Tradate, una vera e propria bomba ecologica in una discarica abusiva a pochi passi dai campi coltivati.

Bomba ecologica nella discarica abusiva

Ci si può arrivare a piedi, tagliando per i campi che circondano la zona industriale di Tradate, o in auto dalle strade sterrate che partono da Locate Varesino. Davanti a quello che una volta era l’ingresso del magazzino della Italtubi, fallita nel 2014, l’immagine è ai limiti del raccapricciante. Montagne di amianto, decine di bidoni d’olio motore, macerie, plastica e persino ciò che resta di almeno un furgone fatto a pezzi. Non è tutto però. Basta spostarsi di pochi metri che già dalla strada si notano altre montagne di rifiuti, nella boscaglia. Qui a farla da padrone sono le macerie, scaricate lungo il sentiero. Due piccole montagne. E ancora più in là, un cambiamonete (certo rubato) forzato e una ventina di recipienti di resine usate per l’incapsulamento dell’amianto. Anche questo, ovviamente, gettato all’aria aperta.

Ditta abbandonata preda di sciacalli e scaricatori

Il tutto, come detto, fuori dall’Italtubi. Ditta in fallimento dal 2014 e da allora sventrata dai ladri di rame e di tutto ciò che potesse avere un valore. Persino un cancello, che si apriva sulla strada sterrata, è sparito. I pesanti portoni del magazzino sono stati forzati, dentro si trovano ormai solo gli armadietti degli ex dipendenti e un cumulo di grossi copertoni. Al piano superiore, la situazione è anche peggio. La porta d’ingresso agli uffici è stata forzata. Dentro nulla è stato lasciato, persino i cavi che correvano sotto al pavimento sono stati asportati. Uniche a resistere le pesanti scrivanie, cementate a terra. E fuori, tra i cartelli stradali Italtubi abbandonati in disuso, batterie d’auto e persino un furgone, forse rubato.

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“Una bomba ecologica vergognosa”

La segnalazione è partita da alcuni agricoltori locatesi, e raccolta dall’ex consigliere comunale Danilo D’Arcangelo. Che ci ha portati sul luogo dove siamo poi tornati con l’assessore all’Ecologia Vito Pipolo. Lui, scioccato da quella che per primo ha definito “una bomba ecologica”, si è subito attivato. Rientrato dal sopralluogo vi è tornato con il comandante della Polizia locale e si è messo in contatto col curatore fallimentare. “Ha dichiarato che si sarebbe occupato di far pulire l’area e rimetterla in sicurezza nei prossimi giorni. A sue spese ovviamente – riporta Pipolo – Mentre per la grossa quantità di rifiuti abbandonata nel bosco vicino siamo in contatto con l’Amministrazione di Locate, su cui cade quell’area”.

La pista dei carrozzieri

C’è un filo conduttore tra la discarica abusiva ai margini della zona industriale e altre trovate nel territorio tradatese. In particolare, con quella alle Ceppine, vicino all’asilo, ripulita con Legambiente e volontari in autunno. Qui erano infatti stati trovati numerosi copertoni, paraurti e parti interne di almeno una vettura. E i bidoni d’olio motore abbandonati all’addiaccio e i resti dei furgoni, oltre alle batterie d’auto, fanno almeno sospettare che la mano possa essere la stessa. “Le autorità sono state allertate – conclude Pipolo – Chiunque sia stato, dovrà pagare”.