Questa mattina, martedì 13 febbraio, un imponente schieramento di forze dell’ordine ha sgomberato la palazzina di via Moscova 5, a Rho, sede del centro sociale SOS Fornace.

La posizione di Fornace

Ci limitiamo a poche, brevi note al riguardo:
1) La Fornace era situata in una palazzina con un tetto rivestito in eternit di circa 100mq la cui bonifica poteva essere effettuata in una settimana di lavoro e senza necessità di sgomberare il centro sociale, visto l’assoluto favore da parte del collettivo alla bonifica dell’amianto.
2) Nel compendio territoriale dov’era situata la Fornace si trova l’ex MTM di ca. 9000 mq, dismessa dal 2004 con un tetto ricoperto in amianto. Di fianco, è ancora attiva la Nilit – almeno fino ad aprile stante ad un recente accordo sindacale – con un’estensione non molto diversa da quella dell’MTM. Ovviamente, il problema dell’amianto si pone negli stessi termini anche per le persone che vi lavorano.
3) Non si comprende, dunque, l’urgenza di uno sgombero considerato che non sarebbe risolutivo per la soluzione del problema, oltre al fatto che fino ad aprile la Nilit continuerebbe la propria attività.
Lo sgombero squarcia il velo della narrativa – spesso agitata dal Partito democratico di Rho, che siede a Palazzo Visconti da due legislature – della governance morbida e “condivisa” del territorio: il Pd si mostra per quello che è, e cioè un partito prono agli interessi degli speculatori e degli affaristi che siedono a banchetto sul nostro territorio.
Se a livello nazionale la “Peggior Destra” si è resa responsabile dei più duri provvedimenti degli ultimi tempi contro lavoratori (Jobs act), studenti (Buona scuola e alternanza scuola-lavoro) e migranti (decreto Minniti-Orlando), a Rho il Pd è il partito della Città Vetrina, terminale istituzionale e garante dei profitti degli attori che stanno disegnando il territorio secondo i propri interessi, non ultimi quelli mafiosi (come testimonia la vicenda del consigliere comunale del Pd di Rho Addisi, arrestato per mafia nel 2014 dopo le nostre denunce pubbliche).
A questo va aggiunta anche la volontà politica di cancellare le anomalie del tessuto cittadino come Fornace, una realtà che da oltre un decennio pratica autogestione, conflitto, solidarietà, mutuo soccorso, cultura e socialità non mercificate.
Completa il quadro la clamorosa tempistica dello sgombero, che giunge in piena campagna elettorale e a qualche settimana da quando una balbettante amministrazione comunale ha permesso alla feccia fascista di CasaPound di insozzare la nostra città con un banchetto elettorale dal quale è stata diffusa la stessa propaganda razzista che ha armato la mano di Luca Traini a Macerata.
Che il Partito democratico non si aspetti una campagna elettorale serena in città e stia sicuro che una storia lunga 13 anni come quella della Fornace, fatta di presenza costante sul territorio e centinaia di iniziative e rilevanti percorsi politici autorganizzati, non verrà cancellata così facilmente.
Gli sgomberi non hanno mai spento, mai spegneranno e anzi alimentano il fuoco della nostra rabbia, spingendoci a lottare con sempre maggiore determinazione.

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Corteo per questa sera

Convochiamo per questa sera alle 21:00 dalla stazione FS di Rho (piazza Libertà) un corteo cittadino di risposta allo sgombero: chiamiamo tutte le nostre compagne e i nostri compagni, le nostre sorelle e i nostri fratelli, chi ha fatto dei pezzi di strada assieme a noi e tutti quelli che in questi anni hanno amato Fornace, alla mobilitazione per riprenderci Fornace!

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