Ecco i defibrillatori: Fagnano è più sicura

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Posati i primi 6 defibrillatori pubblici

Regalo di Natale per la comunità fagnanese. Sul territorio sono stati posati i primi 6 defibrillatori pubblici ottenuti grazie alla campagna sulla cardiosicurezza lanciata a settembre dall’associazione Fagnano sicura. Con un grande risultato: in tre mesi sono arrivate donazioni e contributi per l’acquisto e la posa di 6 apparecchi, che oggi rendono più sicure altrettante zone del paese.

Boom di iscritti ai corsi di abilitazione all’uso

Una campagna accompagnata dai corsi di abilitazione all’utilizzo dei Dae, condotti dal personale dell’associazione Cislago cuore, che hanno riscontrato oltre 100 adesioni e che ancora saranno proposti a partire da gennaio per le continue richieste. I primi defibrillatori a essere posati sono stati quelli in via Sabotino, all’esterno della fonderia Colombo Mario – che era stato il primo cittadino a donare l’intera quota per l’acquisto e la posa di un dae in occasione della serata di lancio dell’iniziativa – e in via Cadorna a Bergoro, fuori dalla farmacia San Rocco di Massimo Parravicini. Gli altri 4 apparecchi, ciascuno accompagnato da totem, bacheca e targa, sono collocati in piazza Cavour, di servizio al centro, al parco Bambini di Beslan, utile per l’intera zona residenziale di Fornaci, a Calipolis, per gli eventi in valle e i fruitori della pista ciclopedonale, e in piazza Matteotti, dove hanno sede Polizia locale, biblioteca e università della Terza età, che pure ha contribuito con la sua donazione all’acquisto. Oltre alle donazioni di privati, associazioni e banche (Ubi e Intesa) il progetto è stato sostenuto anche dall’amministrazione comunale, con lo stanziamento di circa 10mila euro.

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L’associazione Fagnano sicura rinnova l’appello per altre donazioni

«Siamo felici di questo primo traguardo raggiunto – dichiara Giacomo Navarra, portavoce di Fagnano sicura e fautore del progetto – e rinnoviamo l’appello ai fagnanesi per ulteriori donazioni. Anche piccole quote saranno preziose per poter posare altri defibrillatori nelle zone ancora scoperte del paese, che abbiamo già individuato. Per esempio via Montello, dove ci sono farmacia comunale e dottori. Nel definire l’ubicazione dei dae abbiamo tenuto conto di due criteri, la presenza di luoghi frequentati da tante persone e la prossimità a chi ha fatto la donazione. L’obiettivo è arrivare a coprire tutto il paese. Crediamo che quanto fatto finora sia uno stimolo per privati, aziende e associazioni del territorio affinchè possano dare un contributo, così da continuare l’opera. E’ la dimostrazione che le grandi cose si possono fare, con convinzione, progettualità e coinvolgendo tutti, amministrazione e cittadini».