Priscilla Losco, per anni residente a Parabiago, è costretta sulla sedia a rotelle dal 2013, quando subì un incidente stradale. Ma la sua vitalità e la sua voglia di fare non sono si sono mai fermate.

L’incidente di Priscilla

Sono passati cinque anni da quel gennaio 2013 che ha cambiato completamente la vita di Priscilla Losco. Un’incidente stradale mentre è con degli amici l’ha costretta alla sedia a rotelle. Ne escono tutti illesi tranne lei che riporta una lesione midollare che le ha immobilizzato le gambe. Ma questo non ha fermato la giovane dal fare esperienze di ogni tipo: dal paracadutismo al weelchair rugby, passando per lo sci e la vela.

La meningite

Priscilla non si è mai scoraggiata dopo l’incidente, nonostante da un giorno all’altro si sia trovata in un mondo a lei sconosciuto “Anni fa ho avuto modo di conoscere persone come Dj Fabo, ci sono condizioni fisiche che veramente non ti permettono di fare una vita degna di essere chiamata in questo modo, ma la mia disabilità invece mi permette ancora di fare un sacco di cose”. La sua vita non è diventata più tranquilla dopo il dramma, infatti qualche tempo dopo, nel 2016, ha contratto la meningite. Ma anche questa sfida non l’ha fermata “La meningite mi ha demoralizzata per poco tempo, all’inizio c’è stata la rabbia di essere tornata indietro di quattro anni, con la fisioterapia ma soprattuto con i problemi cerebrali. La concentrazione non è più quella di prima. Cerco di far finta di niente e tenermi sempre in vita”.

Le nuove esperienze in carrozzina

Per far ciò Priscilla si è trasferita da Parabiago a Milano, per studiare all’università Cattolica Linguaggi dei media, e ha preso completamente la sua vita in mano, trasformandola e adattandola alla sua nuova routine. Tutto è partito da un blog  www.priscillachairleader.com, nato nel 2015. “Mi è sempre piaciuto scrivere e ho sempre ricevuto complimenti da professori e amici. Così ho deciso di iniziare a raccontare alcune attività o pensieri che vivevo con occhi nuovi da quando sono in sedia a rotelle”. E infatti di cose da raccontare la nostra amica ne ha molte. Ha fatto esperienze di ogni tipo “Ho fatto paracadutismo semplicemente perchè è possibile farlo! Funziona esattamente come per persone normodotate, se c’è la possibilità di fare determinate cose per l’accessibilità perchè non farle?”. Priscilla si è spinta oltre l’handicap della carrozzina “Quando ho scoperto che a Milano esisteva una squadra di wheelchair rugby ho pensato immediatamente di voler giocare. E’ uno sport che avrei voluto provare quando ancora abitavo a Parabiago”, arrivando a fare anche esperienze come sciare o fare vela.

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Priscilla non è mai sola

La sua vita è quindi piena di attività che non la lasciano mai sola, un po’ come le persone che le sono state accanto e che lo fanno tutt’ora “ Devo ringraziare enormemente mia madre per le fatiche che fa da quella notte del 27 gennaio 2013. Un’altra persona è la mia terapista occupazionale dell’unità spinale di Niguarda. Abbiamo legato immediatamente perchè lei mi raccontò di essere di Parabiago. Lei ha creduto subito in me. Per tutti i dieci mesi all’ospedale mi è stata vicina. La considero il mio angelo Gabriele”. Priscilla non è ancora del tutto indipendente ma la sua voglia di fare e reagire la sta aiutando ad affrontare tutte le sfide che la vita le sta ponendo davanti e sicuramente la aiuteranno a realizzare il suo futuro “Più che progetti ho sogni. Comprare casa e laurearmi. Vorrei fare la giornalista o comunque scrivere per giornali. Sogno l’autonomia e l’indipendenza”.