Il liceo Fontana di Arese cade a pezzi: ora dopo la protesta degli studenti Città Metropolitana ha pronto un nuovo progetto.

Liceo artistico a pezzi

“Abbiamo le aule del liceo allagate e la struttura che cade a pezzi”. Non è certo una novità per gli studenti del Fontana che, lo scorso 21 maggio, hanno sfilato in oltre duecento in un corteo pacifico davanti a Palazzo Isimbardi, sede di Città Metropolitana, per chiedere una nuova scuola. L’edificio è di proprietà comunale ed è concesso in uso alla Provincia.

“E’ da più di vent’anni che si parla di una nuova struttura, ma ancora non si è fatto niente – racconta Luca Calanca, rappresentante d’istituto. “Quando ci sono temporali violenti, l’acqua entra dagli infissi, allagando le aule e i laboratori. E poi gli infissi rotti, topi, riscaldamenti spenti. A gennaio in bagno è esplosa addirittura una tubatura. Due delle nostre classi sono ospitate al momento nella sede del Russell, ma questo non basta a tamponare la situazione”.

Diversi gli incontri con Città Metropolitana

Durante l’incontro al palazzo della Regione gli studenti sono stati ricevuti dal segretario generale Antonio Purcaro. Fino al 2019, almeno, non ci sono fondi per il liceo. Inoltre gli hanno detto di non essere completamente a conoscenza della gravità della situazione. Quest’estate, invece, saranno fatti massicci lavori di manutenzione straordinaria.

Il progetto di Città Metropolitana

“Lunedì scorso, 4 giugno, abbiamo presentato al liceo artistico il progetto sul quale stiamo lavorando” – afferma il dottor Roberto Maviglia, delegato di Città Metropolitana, con delega alle scuole. “Prevede lo smantellamento del prefabbricato e la realizzazione di un nuovo edificio a due piani, da 500 mq ciascuno. Con cinque aule e laboratori molto grandi, da oltre 110 mq. Un progetto da circa 1 milione e mezzo di euro. E’ il massimo che si possa realizzare con lo spazio presente. Il progetto è stato molto apprezzato dalla scuola. Ora, però, dovremo candidarlo al nuovo bando ministeriale sull’edilizia scolastica, entro il prossimo 10 luglio. I progetti andranno, poi, a Roma, che sceglierà dove destinare le risorse”.

L’intervento del sindaco Palestra

Fondamentale è stato anche il ruolo del sindaco Michela Palestra. Da più di un anno, infatti, si sta battendo per questa causa.

“Sì, ho raccolto le istanze del liceo e mi sono fatta portavoce con Maviglia, facendo anche in modo che venisse a vedere la scuola. Il nostro liceo artistico accoglie un bacino d’utenza ampio, con il 90 per cento di iscritti non residenti. E’ un’eccellenza sul territorio; per questo ho fatto posare l’attenzione su quanto fosse necessario intervenire.

Tuttavia, il soggetto responsabile per le scuole superiori era la vecchia Provincia, oggi Città Metropolitana. Quindi è corretto che se ne faccia carico lei. Noi, come Amministrazione, abbiamo fatto il massimo: non ci è possibile realizzare l’edificio nuovo. Su questo punto vorrei porre l’attenzione; e chi dice il contrario vuol solamente fare strumentalizzazione politica. Entrambi i nostri licei usano strutture di proprietà comunali che sono state riconvertite e date in uso all’allora Provincia. Dopo di ché è lei che deve provvedere alla manutenzione ordinaria e straordinaria”.