Morti in corsia a Saronno, due nuove vittime che sarebbero addebitate al dottor Leonardo Cazzaniga.

Morti in corsia a Saronno, le novità

Due nuove morti sospette addebitate al dottor Leonardo Cazzaniga. I nomi sono quelli di Federico Mascazzini e Pietro Oliva, due anziani malati oncologici, entrambi di Saronno.  Sono così undici gli omicidi in corsia contestati dalla procura di Busto Arsizio all’ex vice primario dell’ospedale di piazzale Borella.  Secondo l’accusa il medico avrebbe applicato anche a loro il suo “Protocollo Cazzaniga”, ossia il cocktail di farmaci composto da un mix di midazolam, ipnovel, morfina e profol.  Oliva aveva 84 anni e arrivò al Pronto soccorso il 7 novembre 2010 con una neoplasia polmonare metastatica, una patologia broncopolmonare cronica e una forma di arteriosclerosi. Mascazzini invece aveva 75 anni e morì il 14 dicembre sempre del 2010: aveva un tumore metastatico avanzato. Questi due nuovi casi rientrano nel terzo filone dell’inchiesta.

L’esame delle ultime 18 cartelle

Nei giorni scorsi infatti i consulenti hanno terminato l’esame delle ultime 18 cartelle. In tutto sono state 80 quelle sequestrare in ospedale il giorno dell’arresto dell’ex vice primario del Ps e dell’infermiera Laura Taroni. In concorso con l’ex amante il medico è accusato anche degli omidici in ambito famigliare, quello del marito e della madre di lei, Massimo Guerra e Maria Rita Clerici. Per quanto riguarda la morte del suocero dell’infermiera, Luciano Guerra, il pm ha chiesto l’assoluzione per la donna. Questo reato resta quindi in capo solo al medico. Martedì l’accusa ha chiesto 30 anni per la Taroni per l’omcidio del marito e della madre. Il 26 febbraio è prevista la sentenza per la Taroni e per i medici che hanno scelto il rito abbreviato.  Nella stessa giornata il gip deciderà in merito al rinvio a giudizio di Cazzaniga e dei medici che non hanno optato per altri riti.