Non chiamatelo amore: in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, l’associazione “Amici dell’Infanzia Cislago” ha invitato giovani e adulti, uomini e donne, a riflettere su questo importante tema.

Non chiamatelo amore: “Necessario sensibilizzare i giovani”

“Il nostro progetto nasce dall’esigenza di educare e sensibilizzare, a partire dalle giovani generazioni, con il coinvolgimento degli istituti scolastici, sul doloroso tema della violenza di genere, la cui tangibile crescita pone seri interrogativi sulle cause, da ricondursi anche ad una crisi di valori morali ed educativi, che sta determinando un venir meno del rispetto e della dignità sociale e una forma di emergenza sociale”. Ha anticipato il presidente Romina Codignoni prima di presentare i relatori della serata. Ha aperto la conferenza la dottoressa Nadia Muscialini, psicoterapeuta, psicologa e scrittrice, tra le massime esperte italiane, da sempre impegnata a tutela delle vittime, nel contrasto alla violenza contro donne e bambini e nell’educazione contro gli stereotipi e la violenza di genere nelle scuole. Quest’ultima ha sottolineato come sia necessario prevenire la violenza sulle donne partendo dai giovani, non abbandonandoli davanti alla tv o al pc e non lasciandoli in balia degli stereotipi che videogiochi, pubblicità e trasmissioni televisive trasmettono sull’uomo e sulla donna.

La storia di Livio Moiana

Nel 2007 il cislaghese Livio Moiana ha ricevuto una telefonata che l’informava che sua cugina Mara, che lavorava nel delfinario di Riccione, era stata barbaramente accoltellata nella sua casa. Oltre al dolore per una morte così cruenta, la famiglia Moiana ha dovuto affrontare l’inferno del processo e di una legge che consente anche a un assassino di godere del rito abbreviato “senza che la vittima possa dire nulla”. Da allora è iniziato l’impegno di Moiana a sostegno delle donne picchiate affinché non si sentano sole e abbandonate da “uno Stato che non c’è mai, che non informa e che non protegge dagli sciacalli”.

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Fare rete per non lasciare le donne sole

All’incontro hanno partecipato anche Laura Michelotto ed Eleonora Righi, coordinatrici di “Rete Rosa, Centro Antiviolenza del Saronnese”, che hanno sottolineato l’importante di non lasciare sole le donne vittime di violenza e come sia necessario fare rete tra gli Enti, rendendo anche gli uomini protagonisti di questo percorso di cambiamento. Ha presenziato al convegno anche Paolo Bertocchi, consigliere provinciale delegato all’Istruzione e alla Formazione. L’articolo con le testimonianza complete sul numero de La Settimana in edicola da venerdì 1 dicembre.