Una vita spesa per gli altri: lunedì 12 febbraio si è spenta la 103enne Olga Grimi di Parabiago.

Una vita spesa per gli altri: chi era Olga

Come scritto nell’edizione in edicola di Settegiorni, Olga Grimi, 103 anni lo scorso luglio, è venuta a mancare nella giornata di lunedì 12 febbraio. Olga era stata una crocerossina durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel giugno del 1941, grazie al papà, legge infatti sul giornale che la Croce Rossa italiana organizza un corso accelerato di infermieristica riservato a studentesse di Medicina. Sì perché questa donna straordinaria è stata la prima parabiaghese a frequentare l’università, due anni alla facoltà di Medicina abbandonata poi occuparsi della propria famiglia. La famiglia è stata infatti il punto fermo nella vita di Olga: gli anni della gioventù li ha trascorsi sulle navi militari e, una volta finita la guerra, ha deciso di continuare ad aiutare gli altri.

Il ricordo dei parenti

Ricorda Maria Luisa Ciprandi: “Giace rivestita della sua bella mantellina blu con la Croce rossa stampata sul petto, a sinistra.
Sazia di giorni vissuti in missione per mare e per terra. Se n’è andata lunedì 12 febbraio 2018, per la sua ultima missione, il cielo.
Lascia un ultimo forte messaggio consegnato al fratello Alessandro ed ai familiari, ma che potrebbe valere per tutti.
“Dio, Famiglia, Patria, Lavoro”. I quattro fondamentali che furono, prima, i suoi pilastri ed ora indicazione preziosa, o meglio, la Carta d’Imbarco per la vita. Il fratello ricorda commosso: “Ora posso andare”- aveva esclamato Olga, dopo di aver ricevuto l’unzione degli ammalati, amministrata dal Parroco don Felice Noè. Mi prese la mano, perché tracciassi su di lei l’ultimo segno di croce. Poi mi corresse: “Non questa, l’altra!”- accorgendosi che avevo usato la sinistra.
Fino all’ultimo giorno Olga fu sempre lucida, arguta, saggia. Una saggezza fatta di cultura e di vita, vissuta con passione, protesa sempre verso gli altri. Perché fin dalla sua esplosiva giovinezza, nel 1943 decise di imbarcarsi come crocerossina, sulla nave bianca della Croce Rossa, l’ “Aquileia” nella sua prima prima missione per l’Italia in guerra.
Quindi la sua vita proseguì sempre votata alla famiglia, al lavoro, alla Parrocchia, ai servizi come crocerossina Unitalsi, con gli ammalati a Lourdes, 19 pellegrinaggi.
A me che l’ho conosciuta un poco, ma profondamente, quando parlava del fratello e dei nipoti sembrava che pronunciasse le parole con pienezza, quasi a dare alla singola lettera tutto il peso del suo cuore. Non essendo stata sposata, credo proprio solo per sua volontà di missione premurosa verso prossimo, riteneva i suoi nipoti, i propri figli”.