I carabinieri, come già successo qualche giorno fa a Garbagnate Milanese, hanno sventato un tentato suicidio.

Carabinieri salvano un uomo dal suicidio

Ieri mattina, lunedì 26 febbraio, introno alle 7, una donna ha chiamato il 112 perché il padre di sua figlia dal quale vive separata era chiuso nella propria abitazione con una pistola e tentava di suicidarsi. La centrale operativa del Commissariato della Polizia di Stato Rho Pero è riuscita, attraverso il numero di cellulare dell’uomo dove veniva contattato senza ottenere risposta, a localizzare l’abitazione di L. A., 33enne in via Federico Borromeo 17. Localizzato anche l’appartamento, i poliziotti hanno fatto irruzione nell’abitazione dove hanno trovato il giovane in stato confusionale in piedi vicino al letto dove c’era una pistola a tamburo con tre proiettili all’interno ed un bossolo già esploso. L’uomo è stato trasportato con l’ambulanza al Pronto Soccorso dell’ospedale di Rho e dopo una visita psichiatrica è stato ricoverato all’Ospedale psichiatrico di Passirana. E’ stato poi indagato per possesso illegale di arma da fuoco.

La pistola

I poliziotti hanno accertato che l’uomo, il giorno precedente, si era procurato una pistola a tamburo con relative munizioni e per tutta la notte aveva consumato cocaina rimuginando sulla sua vita sentimentale e sul fatto che la sua compagna lo aveva lasciato.  Quindi verso le 7 del mattino ha caricato la pistola, si è sdraiato sul letto ed ha inviato un messaggio WhatsApp alla madre di sua figlia dove manifestava l’intenzione di suicidarsi. Mentre la donna ha cercato invano di persuaderlo, lui si è puntato la pistola alla tempia. Ha cercato per due volte di sparare ma la pisola era caricata in modo errato perché con quattro proiettili anziché sei come da caricatore. Mentre cercava di capire il motivo è partito un colpo accidentale che però non ha colpito nessuno.

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