Emanuela Gazzei, la storica infermiera, trovata morta in casa. E’ stata l’operatrice sanitaria che andava spesso a farle visita  a dare l’allarme e quando i pompieri hanno aperto la porta per lei non c’era più nulla da fare. Gazzei aveva 71 anni e aveva lavorato all’ospedale Galmarini.

Non risponde al campanello: infermiera trovata morta in casa

Non risponde al campanello di casa e quando i pompieri riescono ad aprire la porta, per lei orami non c’era più nulla da fare. Si era sentita male probabilmente nella notte ed era riversa sul pavimento del corridoio senza vita. Se n’è andata in punta di piedi Emanuela Gazzei, la storica infermiera dell’ospedale Galmarini. Trovata morta in casa.  Aveva 71 anni. L’allarme lo ha lanciato martedì mattinata un’operatrice sanitaria, che periodicamente le faceva a domicilio visita per aiutarla nelle cure e nelle medicazioni. Si è presentata, regolarmente, anche martedì mattina. Al campanello del suo appartamento in via Crocifisso ( era da qualche anno che si era trasferita in un alloggio comunale) però non rispondeva. Ha provato e riprovato. Nulla. L’ha cercato dai vicini, con i quali aveva intessuto un profondo rapporto amichevole, ma nessuno l’aveva vista e sentita quella mattina. Temendo subito il peggio ha allertato i mezzi di soccorso  e prima di mezzogiorno sono arrivati i  Vigili del fuoco di Saronno, un’ambulanza della Cri  e le pattuglie della Polizia locale e dei carabinieri. Quando i soccorritori hanno varcato la porta i tragici sospetti sono diventati realtà: il cuore di Gazzei aveva già cessato di battere.

Leggi anche:  Anziana investita a Magenta

 Trovata morta in casa: cordoglio in città. “Era solare, socievole e dal carattere esuberante”

Gazzei aveva lavorato per anni come operatrice sanitaria nell’ospedale tradatese ( per anni nel reparto di maternità) e andata in pensione aveva continuato a svolgere il suo servizio volontaristico. Una donna tutta d’un pezzo, dal cuore grande e predisposta alle relazioni umane. Finchè le gambe l’hanno retta, negli ultimi anni si concedeva qualche passeggiata per il centro con il suo inseparabile cagnolino Petra che le è rimasto accanto fino all’ultimo ( lo ha preso in custodia l’amica Luisa). Spesso la si trovava seduta sulle panchine di piazza Mazzini a chiacchierare amabilmente coi concittadini anche ricordando la sua terra, la Toscana, che ha sempre avuto nel cuore. “Una donna solare, forte e determinata, sensibile aperta al dialogo e pronta a lottare per i diritti e per i valori in cui credeva”, la ricordano gli amici.  Con il suo carattere esuberante, la sua solarità e  la sua apertura agli altri, ha intessuto profondi legami d’amicizia. Legami indissolubile che nemmeno la morte potrà spezzare. “Grazie Emanuela. Ti ricorderemo per sempre”.