Tutto è partito da una banale lite al volante. Per sfociare in un’aggressione vera a propria. Se la sono vista brutta una mamma ed il figlio adolescente, di Turate, presi a pugni da due ex pugili. E’ successo sulla Valassina, all’altezza di Briosco (Monza e Brianza). La Polizia stradale di Seregno è riuscita ad individuare i due incivili, ambedue denunciati.

La lite al volante è finita male

Tutto è iniziato intorno alle 18 di domenica scorsa. Mamma e figlio, ambedue residenti a Turate, stavano percorrendo la Valassina a bordo della loro auto, in direzione Lecco. All’altezza di Briosco, la quattro ruote che li precedeva, una Volkswagen Golf grigia, ha sbandato a più riprese. La donna ha iniziato a suonare il clacson ed a sfareggiare, per richiamare all’attenzione l’automobilista. Quest’ultimo non deve averla presa bene, tanto che ha diminuito la velocità di marcia, cercando la collisione. All’ennesimo colpo di fari della turatese, ha spinto il piede sul freno, bloccando la sua corsa in mezzo alla corsia di sorpasso.

Dall’abitacolo sono scesi due ex pugili

A quel punto dall’abitacolo sono scesi i due occupanti: due ex pugili, peso welter. Si sono diretti verso l’auto di mamma e figlio e a suon di pugni hanno mandato in frantumi i finestrini. Pugni, insieme a schiaffi, indirizzati poi alla donna ed al ragazzo. Sfogata la rabbia, sono ripartiti.

La donna, sotto shock, è riuscita ad annotare parte del numero di targa ed a chiedere l’intervento della Polizia stradale. Lei ed il figlio si sono infine recati all’ospedale di Castellanza dove i medici hanno diagnosticato loro ferite guaribili in 5 e 7 giorni.

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Polizia stradale al lavoro

Gli agenti della Polizia stradale guidati dal comandante Gabriele Fersini si sono messi subito al lavoro. E sette ore più tardi hanno inchiodato i colpevoli. Tutti denunciati. Tutti residenti a Milano.

Il primo, denunciato per favoreggiamento personale, è il proprietario della Golf. Un 23enne impiegato, incensurato, che aveva venduto l’auto salvo poi accettare, dietro compenso, di mantenerne formalmente la titolarità. Il deferimento è scattato davanti alla sua reticenza nel rivelare alle forze dell’ordine l’identità dell’effettivo utilizzatore del mezzo.

Quest’ultimo è stato comunque individuato nel giro di poco. Non è altro che il vicino di casa: un 40enne, ex pugile dilettante, una lunga lista di precedenti penali alle spalle e 14 anni trascorsi in prigione. L’uomo ha ammesso quanto fatto, senza però riferire il nome di chi era con lui. Anche in questo caso, ben presto stanato dalla Polizia stradale. Un altro ex pugile di un anno più grande. Sono stati denunciati per violenza privata, lesioni personali plurime e danneggiamento aggravato. Il primo si è beccato anche una multa da 5mila euro per guida senza patente.