Spaccio di droga: i militari della Stazione Carabinieri di Turate, nel corso della giornata di ieri, martedì, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Como in per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti.

Spaccio di droga: nei guai un marocchino di 37 anni

Ad esserne destinatario è stato A.A., cittadino marocchino, classe 1980, già detenuto perché tratto in arresto, in flagranza dello stesso reato, dalla Stazione Carabinieri di Turate lo scorso 22 marzo. In quell’occasione, i Carabinieri della Stazione CC di Turate, unitamente a quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile di Cantù e della Stazione CC di Lurate Caccivio, coadiuvati da due unità cinofile antidroga del Nucleo Carabinieri Cinofili di Casatenovo (LC), nel corso di un servizio finalizzato al contrasto del fenomeno dello spaccio di stupefacenti gestito da organizzazioni magrebine, fecero irruzione nel complesso popolare di Turate denominato “Case Cristina”.

Spaccio di droga: il blitz alle “Case Cristina”

I militari procedettero al controllo di decine di persone ed all’ispezione di anfratti, cantine ed autovetture sospette. Nel corso di una perquisizione, all’interno dell’appartamento in cui si trovava momentanea dimora il cittadino marocchino A.A., i cani antidroga fiutarono diversi nascondigli in cui erano stati occultati 230 grammi circa di sostanza stupefacente del tipo hashish, una dose di eroina, tre bilancini di precisione, alcuni telefoni cellulari, materiale vario atto al confezionamento delle dosi di stupefacente, oltre a documentazione attestante le attività di spaccio. Gli ulteriori approfondimenti investigativi condotti dalla Stazione di Turate attraverso l’escussione di testimoni e attività tecniche di riscontro, ha consentito di ricostruire la fitta rete di spaccio di sostanze stupefacenti che A.A., nel periodo compreso tra gennaio e marzo 2018, aveva posto in essere. Numerosi gli episodi di spaccio di narcotico del tipo hashish e altrettanto cospicuo il numero di acquirenti. La ricostruzione certosina di tali episodi è sfociata nell’emissione del provvedimento cautelare che è stato notificato in carcere a carico di A.A.