Il 13 maggio, una famiglia che stava percorrendo la Valassina (SS 36) tra Monza e Lissone ha assistito suo malgrado a un episodio grave e del tutto esecrabile: dal finestrino di una vettura che viaggiava poco più avanti improvvisamente viene lanciato qualcosa. Quel “qualcosa” muovendosi mette in allarme la famiglia che, con grande prontezza, si ferma per portare aiuto.

Tartaruga buttata dal finestrino

La protagonista di quel lancio sconsiderato e incivile è una tartaruga, una grossa femmina di Pseudemys concinna che, a causa del violento impatto con il suolo, ha subito varie fratture sul piastrone e carapace.
La famiglia ha subito preso lo sfortunato animalo e lo ha portato da una
veterinaria. Dopo le prime cure è stata allertata l’ENPA di Monza e Brianza, per organizzare il ritiro presso il rifugio di
Monza. Battezzata dai volontari “Crack” per la crepa riportata al carapace è stata operata per stabilizzare il piastrone.

Le raccomandazioni di ENPA

“Oltre a condannare severamente questo atto spietato e barbaro (tra l’altro reato penale), ENPA ribadisce ancora una volta la propria contrarietà al commercio e alla detenzione di animali esotici. Richiedono condizioni di vita e cure molto specifiche e raramente chi li acquista è consapevole delle loro esigenze né è in grado di garantirle. Le tartarughe acquatiche, ad esempio, il più delle volte sono vendute giovanissime quando pesano pochi grammi e il commerciante si guarda bene dall’informare che possono arrivare a vivere oltre 20 anni e crescere fino a 35 cm di lunghezza, con il risultato che, se non vengono portate in canile una volta diventate “ingombranti” vengono abbandonate dove capita.”