ll Comitato Pendolari S6 Milano Novara apprende con stupore le dichiarazioni rilasciate  da Trenord relativamente al guasto accaduto al treno 10621 bloccatosi stamattina per un guasto al locomotore, tra le stazioni di Pregnana Milanese e Rho.

Treno sovraccarico

Il treno viaggiava sovraccarico di pendolari dato che la corsa precedente la 10619 era stata cancellata, a questa precondizione si è aggiunto il malore di alcuni passeggeri, che in mancanza d’aria e con i finestrini chiusi hanno iniziato a non sentirsi bene. “Ora che Trenord dichiari che l’aria condizionata fosse “funzionante” rimane da dimostrare, ma il malessere testimoniato da più persone è un fatto evidente ed inconfutabile; e la logica vuole che se l’aria funziona la gente non sta male. Quel che invece lascia particolarmente indignati è che la prima dichiarazione dell’azienda non includa la benché minima scusa per il grave disagio, ma assuma i toni dello scarica barile puntando il dito contro il comportamento improprio dei viaggiatori che “hanno indebitamente forzato le porte del treno e sono scesi sui binari allungando di conseguenza le operazioni di soccorso”, spiega il comitato della linea S6.

Le testimonianze

Secondo le testimonianze raccolte, i pendolari hanno materialmente, ma non indebitamente aperto le porte poiché le brugole e le istruzioni per farlo sono state fornite dal personale viaggiante che in un barlume di buon senso o imprudente gestione del panico, ha pensato di contravvenire alle regole aziendali per alleviare il disagio di quei viaggiatori che non stavano bene. Ora, che l’azienda nasconda nell’ordine:  ritardo nei soccorsi,   cancellazione della corsa precedente,  un locomotore guasto,   un impianto di condizionamento mal funzionante, dietro ad un presunto illecito dei viaggiatori è offensivo e inaccettabile. Come Comitato saremmo davvero dispiaciuti di venire a sapere che le uniche persone a finire nei guai per questo ennesimo concatenarsi di inefficienze e incapacità fossero quei dipendenti di Trenord in servizio che mettendosi una mano sulla coscienza hanno semplicemente aiutato gli utenti a non morire soffocati dal caldo. Una riposta ci sembrava doverosa davanti a questo atteggiamento da parte del vettore che assume i contorni della beffa: la causa è Trenord e la colpa è dei pendolari. Siamo alla follia”.