Antonio Provasio si spoglia delle vesti de la Teresa e approda a teatro con lo spettacolo “Si stava meglio quando si stava…peggio!”.

Antonio Provasio a teatro

La Teresa dei Legnanesi approda a teatro in solitaria. Antonio Provasio ci ha abituato, fino ad ora, ad apprezzarlo nelle vesti femminili. Giovedì 22 marzo, invece, verrà applaudito nello spettacolo “Si stava meglio quando si stava…peggio!” al teatro Condomionio di Gallarate alle 21.00. Antonio Provasio, con questo spettacolo, si cimenta nel racconto di come si è trasformata la vita dagli anni Sessanta ad oggi, commentando con ironia i tanti cambiamenti avvenuti sfruttando diversi filoni: dalla storia della TV e dei suoi personaggi alla cucina, una volta saporita e rustica, adesso rigorosamente “griffata”. E continua grazie alle abitudini di vita e a quello che era una volta il concetto di famiglia, fino ad arrivare alla tecnologia e ai telefonini, che hanno stravolto il modo di comunicare e la voglia di stare insieme e di parlare guardandosi in faccia. Con stile brillante l’amatissimo attore strapperà scrosci di applausi e risate, grazie
ai suoi paragoni con il “tempo che fu”.

Il pensiero di Provasio sul tema dello spettacolo

«Sono cresciuto in una casa di ringhiera, a Legnano. I miei genitori erano operai in un Cotonificio. Appartengo all’ultima generazione di italiani che non hanno avuto il bagno in casa, per raggiungerlo bisognava scendere una rampa di scale. Ma ci consideravamo dei privilegiati: era tutto nostro, chiuso a chiave. Le altre famiglie, per lo più immigrati meridionali, usavano i gabinetti comuni. Nel cortile non c’erano porte chiuse a chiave, a parte quella del nostro gabinetto. E del resto, un ladro che cosa avrebbe potuto rubare? In estate, ogni sabato mio padre mi portava col motorino a fare il bagno nel canale Villoresi… nel senso che mi lavava col sapone nelle rogge. Ma ero felice».

C’è inoltre da scommettere che, una volta a casa e riflettendo su quanto visto, qualcuno si
domanderà: “Ma… non è che si stava meglio quando si stava peggio?!?” Già, come recita il titolo del suo spettacolo. Bravo Antonio.

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