Concorso presepi il più votato è stato quello realizzato da un origgese.

Concorso presepi cerimonia di premiazione nella sede di via Marconi

Il presepe più votato è stato quello di Gian Battista Paganini di Origgio. Si è lasciato alle spalle quelli di Elio Citterio di Anzano al Parco e del gruppo «I Murun», sempre di Origgio. Per la categoria ragazzi/e e scuole, invece, il presepe più votato è stato quello del collegio arcivescovile Castelli di Saronno. Seguito da quelli di Giulia di Saronno, Federico di Rovellasca e dell’associazione «Voglio la luna» di Limbiate. Questi ultimi due terzi a pari merito. Si è chiuso in bellezza con la cerimonia di premiazione la 19esima edizione della mostra concorso di presepi organizzata dall’Avis cittadina.

In 1500 hanno votato i preferiti

Le due classifiche sono state stilate in base alle preferenze espresse da circa 1500 visitatori. Hanno votato i presepi preferiti dei 44 presentati. 17 per la categoria ragazzi/scuole/associazioni. 27 per la categoria adulti. «Il presepe credo abbia diversi punti in comune con l’Avis. Fare un presepe significa unire sforzi e collaborazioni. Cercando di tirare fuori il meglio di sé. Dedicandoci del tempo e curandone ogni dettaglio», ha commentato il presidente del sodalizio, Matteo Carugati. «Ciascuno poi ci mette un tocco personale. Creando così una opera unica che dice qualcosa di quello che siamo», sottolinea. «Avis è indubbiamente finalizzata alla raccolta di sangue. Per garantire l’autosufficienza in ambito sanitario. Ma è anche uno stile di vita. Fondato sui valori di solidarietà, partecipazione attiva nella società, volontariato e dono. Dono di sangue certo, ma anche di tempo. Di qualcosa di sé, del meglio di sé. Di competenze e capacità, messe a disposizione gratuitamente per chi ne ha bisogno”, aggiunge.

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L’edizione del novantesimo di fondazione dell’Avis nazionale

“Questa edizione cade nella chiusura dell’anno del 90° di fondazione a livello nazionale. Non possiamo non ricordare il nostro fondatore. Il dottor Vittorio Formentano. Nel lontano 1927 l’ha voluto fortemente far nascere. Oggi è una delle associazioni di volontariato più importanti sul territorio nazionale. E non solo. In un’intervista la figlia Mariuccia “ringrazia Avis che, anche dopo 90 anni, ha saputo mantenere integri e vivi i principi dati da mio padre”. A noi il compito di proseguire in questa opera”, conclude.