In commissione il primo sguardo sul futuro dell’ex convento risalente al 1500. Il Comune prepara nuove risorse per completare la restaurazione. Sarà tra i lavori previsti per l’anno prossimo, insieme alla prima parte del rifacimento di piazza Mazzini.

Convento del Crocifisso consolidamenti e abbattimenti

Altri 400mila euro, di cui la metà si spera di ottenere con un bando regionale, per completare il consolidamento dell’ex convento del Crocifisso. I lavori erano stati predisposti già all’epoca dell’Amministrazione di Stefano Candiani, e dopo il primo fallimento di una ditta (successivamente alla rimozione del tetto, lasciando alla berlina del meteo pitture e struttura interna) erano ripresi durante il mandato di Laura Cavalotti. Ma riguardavano la sola area del refettorio, più antica. Con i nuovi stanziamenti, che la Giunta di Dario Galli spera di realizzare già da quest’anno, si interverrà anche sulla parte tra il refettorio e la chiesa del Crocifisso. Ma non solo. Si abbatterà anche una porzione della struttura, quella fatiscente e abbandonata da tempo che dà sulla strada, aprendo così il chiostro interno alla città. L’obbiettivo è rendere accessibile l’area interna, per valorizzare ancor di più l’edificio storico.

Da convento a sala mostre

Nei primi progetti, l’ex convento del Crocifisso sarebbe dovuto diventare una pinacoteca. Poi si iniziò a pensare di allargare le possibilità di utilizzo, rendendo il refettorio una sala mostre utilizzabile tutto l’anno. Oggi la nuova Amministrazione non si sbilancia. “Oggi abbiamo diverse idee”, si limita a dire l’assessore ai Lavori Pubblici Claudio Ceriani. “C’è tutto il tempo di pensarci, di portarle all’attenzione di tutti i consiglieri comunali e di raccogliere le loro proposte. Nulla è precluso”, ha concluso.

Leggi anche:  Sesso nel parco davanti ai bambini: la denuncia

Ritorno allo stato originario

Se sull’utilizzo futuro non si sbilancia, non fa però altrettanto su nuovi interventi che, dovesse arrivare il beneplacito della Soprintendenza, potrebbero essere calendarizzati nei prossimi anni. “Guardando ai progetti storici, risalenti ai tempi della dominazione austriaca, si vede che il convento non era originariamente chiuso, come avviene per altri edifici simili – continua Ceriani – Era anzi aperto, verso quelli che all’epoca erano campi coltivati. Noi vorremmo riportarlo così e abbiamo anche un progetto realizzato dal professor Cisotto anni fa. Oggi la Soprintendenza ha cambiato impostazione nel definire i limiti di intervento sui beni storici. Se qualche anno fa era per il mantenimento allo stato attuale dei beni, oggi si muove più verso un ripristino delle sue condizioni originarie. Ne stiamo comunque parlando, siamo in attesa di una loro valutazione sulla presenza o meno di un valore storico sull’ala che vorremmo abbattere. Per ora comunque l’intervento sarà di consolidamento, installazione del tetto mancante e apertura del chiostro. In futuro si vedrà, tutti insieme, cosa sarà meglio fare”.