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Cronaca Rho e Bollate -

Clericò ritratta con una missiva: “Non ho ucciso io Marilena Re”

Nella lettera è un altro uomo il colpevole

Clericò scrive una lettera in cui ritratta nuovamente la sua confessione

Vito Clericò e l’ennesima marcia indietro

Il pensionato di Garbagnate che “avrebbe” confessato l’omicidio di Marilena Re, promoter di Castellanza, uccisa lo scorso 31 luglio, ieri ha consegnato una lettera ai suoi avvocati. Il contenuto viene, poco dopo, svelato alla stampa dai due legali del Clericò: Daniela D’Emilio e Franco Rovetto.

La lettera

Nella lettera, Clericò, rivede la sua posizione, ammette l’occultamento del cadavere e poi parla del coinvolgimento di un’altra persona. Ma non fa nomi. Afferma di aver visto solo le mani, del misterioso assassino. Ennesimo passo indietro per il “reo confesso”. Il pensionato torna alla versione in cui Marilena sarebbe stata uccisa da qualcun altro. Questa nuova versione dei fatti, conferma la tesi sulla necessità di una perizia psichiatrica sul 64enne. L’uomo soffre di epilessia e di altri problemi psichiatrici e lo scorso aprile ha interrotto la terapia farmacologica. Bisogna capire infatti se la mancata assunzione dei medicinali possa aver avuto delle conseguenze sul suo stato mentale.

La lettera verrà depositata in Procura a Busto Arsizio. Infine, gli avvocati sono in attesa di ricevere gli esiti sui test del Dna e degli altri accertamenti effettuati sui resti del corpo rinvenuti nell’orto di via Volta.

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