Il vicesindaco di Venegono Superiore Olga Maggi colto da un malore prima dell’inizio del consiglio comunale. E la maggioranza non ha i numeri.

Consiglio comunale, tappa difficile

L’ultimo consiglio comunale di un’Amministrazione non è mai facile. Non solo per la campagna elettorale già avviata. Quello di ieri a Venegono Superiore lo è stato ancora meno. Una maggioranza che da tempo si regge su un paio di voti. Un assessore (Paola Piatti) assente per malattia. Un vicesindaco candidato contro l’attuale maggioranza. E quel punto tra le variazioni, l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione a finanziare per 250mila euro la nuova piattaforma, che Maggi avrebbe dovuto votare pur essendo osteggiato dalla sua nuova lista Intesa Civica.

Il malore, l’ambulanza, le tensioni

Non è difficile immaginare le pressioni cui Maggi è stata sottoposta quindi nei giorni e nelle ore precedenti al consiglio comunale. Troppe. Cinque minuti prima del consiglio, dopo un primo mancamento in giornata, è stata colta da un malore (probabilmente un calo di pressione improvviso) che ha reso necessario l’intervento di un’ambulanza e il trasporto al Pronto Soccorso del Galmarini. E mentre fuori lei veniva visitata, dentro si litigava con l’assessore Ciro Di Costanzo e l’ex collega Nuccio Pirrone che per poco non sono venuti alle mani (il secondo a riguardo smentisce che vi sia stato il rischio che si sfociasse in un confronto fisico) . Mentre il consigliere d’opposizione Bruno Zoccola chiedeva a gran voce al sindaco Ambrogio Crespi di rientrare e dare inizio al consiglio comunale.

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Mancano i numeri: bilancio e variazioni non passano

La maggioranza “menomata” ha avuto ben poco campo. Già nella discussione del Rendiconto di Gestione 2017, in cui Zoccola e Pirrone hanno impedito all’assessore Maria Luisa Limido di leggere la relazione del revisore dei conti. Documento allegato al rendiconto, certifica della regolarità dell’atto. “Non potete fare campagna elettorale, il documento non è all’ordine del giorno” hanno lamentato, dopo i loro interventi di commento ai 5 anni di Amministrazione Crespi. Alla prova del voto, lo stallo: 5 voti a favore, 5 contro. Pausa, ripetizione, stesso risultato. Il bilancio non passa. Lo farà tra un mese, uguale (si tratta di un documento tecnico a riassunto delle spese dell’anno precedente). Forse col voto di chi l’ha bocciato, se dovesse vincere le elezioni. Una bocciatura poco utile quindi anche politicamente poichè, viste le elezioni tra poche settimane,  se la norma prevede lo scioglimento del consiglio in questo caso, con le urne vicine viene naturalmente meno. Stessa sorte per le variazioni, contenenti oltre al finanziamento della piattaforma le risorse per il pagamenti dei presidenti di seggio e lo stanziamento di alcune risorse ai Servizi Sociali.