Da dieci anni impegnato nella politica locale: due volte candidato sindaco e gli ultimi cinque anni assessore. Alle prossime elezioni comunali di Arese, però, Giuseppe Augurusa non sarà tra i candidati nella lista Pd.

L’assessore Augurusa fuori dalla politica?

Abbiamo incontrato l’assessore Augurusa per capire com’è nata la scelta di non candidarsi alle prossime elezioni comunali di Arese e cosa comporterà nello scenario politico.

Come mai non è candidato nella lista Pd alle prossime elezioni?

“E’ stata una decisione dettata dalle esigenze lavorative. La mia organizzazione sindacale (la Cgil ndr) mi ha affidato un incarico a livello nazionale: mi occuperò dei lavoratori italiani all’estero, cioè dei frontalieri. Questo, però, mi rende incompatibile con le funzioni elettive. Quindi non posso essere eletto in consiglio comunale. Per questa ragione, a malincuore, non sono nelle liste a sostegno di Michela Palestra. Tuttavia, se il Sindaco Palestra dovesse essere rieletto ed avere bisogno della mia collaborazione, io ci sarò”.

Intende dire che potrebbe essere di nuovo assessore?

“Gli assessori vengono scelti dal Sindaco e non sono cariche elettive, e quindi non sta a me dirlo. Io ho fatto ciò che potevo, ho dato la mia disponibilità e solo per due ragioni: la prima e che c’è ancora molto da fare per finire il gran lavoro di questi cinque anni. La seconda, forse la più importante, perchè è necessario preparare il nuovo gruppo dirigente per il futuro, qualcuno che ci possa sostituire, non siamo uomini e donne per tutte le stagioni”.

Dieci anni di politica locale

Sono esattamente 10 anni che è in politica. Ripercorriamo la sua carriera…

“Ho iniziato ad occuparmi attivamente ad Arese con il contrasto alla brutta riforma Gelmini quando stavo nel consiglio di circolo delle scuole, fondando insieme ad altri amici il comitato genitori. Nel 2009 mi sono candidato per il ruolo di Sindaco contro Fornaro, persi per 144 voti, ma poi ricorderai come finì. Nel 2010 ho fondato il Forum per la città con l’obiettivo di costruire un gruppo, preso dalla società civile, che potesse dialogare con i partiti di centrosinistra, affinché costituisse la nuova classe dirigente. Obiettivo riuscito, direi visto che, oggi, una parte fondamentale di quel gruppo governa la città.

Nel 2012 mi sono ricandidato contro Ravelli che, però, ha dato le dimissioni dopo soli due mesi dalle urne; io ho certo perso due competizioni elettorali, ma non si può certo dire che ai miei avversari sia andata meglio! Nel 2013 ho partecipato alle affollate primarie del centro sinistra, un punto di svolta se osservate con attenzione, che hanno decretato Michela Palestra candidato della coalizione e che ci hanno permesso oggi di avere il miglior Sindaco possibile, il più in sintonia con la città”.

5 anni di assessorato: bilancio positivo

Come giudica il bilancio di questi cinque anni da assessore?

“Estremamente positivo. Nonostante quello che dicono i nostri avversari, abbiamo cambiato oggettivamente in meglio il volto di questa città. E ritengo che la scelta per il futuro sia tra la riconferma del Sindaco, proseguendo lo sviluppo della città, o nel rituffarsi in quel recente passato che tra il 2009 ed il 2012, ha rappresentato uno dei capitoli più bui della nostra storia amministrativa. Con tutto quello che ciò potrebbe comportare”.

C’è qualcosa che non è riuscito a portare a termine?

“Avrei voluto completare il progetto del polo dei servizi alle imprese (incubatore) dell’area ex Alfa, ma siamo arrivati tardi e siamo andati per le lunghe con il rogito dell’immobile da 11.000 mq per l’acquisizione della proprietà”.

Aumentate di un 30% le attività culturali

Nell’ambito cultura, come giudica i nuovi progetti intrapresi?

“Sono molto soddisfatto, abbiamo aumentato di un 30 per cento le attività culturali a risorse costanti. E in questo il Centro Civico è stato un impulso eccezionale, forse troppo, visto le innumerevoli iniziative programmate. Probabilmente, in futuro, l’offerta andrebbe orientata più verso i giovani. Avrei voluto far usare il venerdì sera il Centro Civico solo ai ragazzi; affidare loro il Caffè letterario per dargli la possibilità di fare quello che vogliono, entro certi limiti ovviamente”.

Per quanto riguarda, invece, i distretti naturali commerciali, quando partiranno i lavori?

“Con il Giada dovremmo firmare la convenzione nelle prossime settimane. E poi potranno partire autonomamente quando vogliono. Per le Mimose, invece, i progetti sono passati dalle assemblee condominiali e ora devono presentare il piano alla commissione paesaggistica. Se riuscissero a partire nei prossimi mesi questi due centri, sarebbe già un ottimo risultato. Attendiamo fiduciosi gli altri”.