Manca ancora la data ma si avvicina il passaggio dalle urne per Venegono Superiore. E accanto a un centrodestra incerto e diviso, l’opposizione pensa a unire le forze.

Forze unite, un passo indietro

“Ci siamo incontrati e ci stiamo incontrando. C’è l’intenzione di costruire qualcosa insieme. Io vado oltre, e auspico un passo indietro di tutti che permetta a una nuova generazione di amministratori di crescere”. A parlare è il consigliere di Bene in Comune, Roberto Restelli. E il riferimento, chiaro, è ai due colleghi dell’opposizione Bruno Zoccola (Civica per Venegono) e Mariolina Ciantia (Pd-Proposta Civica). “Sono ormai due anni e mezzo che noi tre collaboriamo per le iniziative d’opposizione, dalle raccolte firme ai comunicati passando per le interrogazioni. Personalmente, credo sia possibile lavorare insieme per i prossimi 5 anni”, continua il consigliere. Che vorrebbe anche che il futuro gruppo sia guidato da un nome e un volto nuovo: “Credo sarebbe il modo migliore per chiudere col passato e coi vecchi rancori, oltre che a un’occasione per dare possibilità di crescita ai ragazzi e ragazze, giovani, che vogliono impegnarsi per Venegono. Su una cosa sono stato però chiaro: niente simboli e diktat di partito”.

Partecipazione e sociale

D’obbligo un passaggio su questi 5 anni di Amministrazione di Ambrogio Crespi e della sua maggioranza Lega/Forza Italia. “Guardando indietro, sono palesi due grandi assenze – spiega Restelli – Una, è quella di un progetto per il futuro del paese. Abbiamo visto investimenti continui ma senza un disegno generale. Interventi spot, di belletto, più con la logica di tenere a bada il paese e i cittadini che di costruire qualcosa per loro. Prendiamo per esempio le asfaltature: ne sono state fatte, si è investito molto ma non si è mai messo mano ai sottoservizi. Le strade saranno anche belle, ma da un momento all’altro potremmo doverle rompere perché cede una fognatura o l’acquedotto”. Seconda assenza pesante, la partecipazione: “Crespi ripete gli oltre 4 milioni di euro investiti in 5 anni – attacca il consigliere – Non una volta ha interpellato i cittadini, o anche solo le minoranze, per chiedere quale ritenessero essere le priorità. Crespi ha imposto le sue decisioni su tutta la città, da solo, rifiutando ogni spazio democratico di partecipazione. Il risultato? Progetti folli e assurdi come il trasferimento della piattaforma ecologica, chiaro esempio di un’Amministrazione che naviga a vista. Nato dopo la causa aperta da un privato per i disturbi causati dalla piattaforma, senza che si sia almeno provato a limitare questi disturbi per esempio cambiando l’orario delle operazioni di scarico dei cassoni”.

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Opposizione attenta

Da una parte una maggioranza “accentratrice”, dall’altra un’opposizione pressante. “In questi anni le nostre azioni e pressioni sono riuscite a ottenere vittorie importanti – prosegue Restelli – Su tutte, la partecipazione al bando Cariplo per il Fondo Sclavi che prima del nostro intervento era stata praticamente accantonata dalla maggioranza, e le trattative con Aermacchi per un nuovo accordo sulle attività di volo. Ma c’è stato anche altro, come la raccolta firme insieme ai colleghi dell’opposizione per sapere la verità sulla mancata partecipazione a un bando per l’edilizia scolastica. Ma ora vogliamo guardare avanti. E’ necessario aprire ai cittadini le porte del palazzo, riavvicinarli alla buona politica e alla cosa pubblica e questo si può fare solo con la partecipazione. La sfiducia è ai massimi livelli, a Venegono come ovunque. Io, noi, vorremmo far capire che la politica non è quella cosa che vessa i cittadini, ma quella realtà in cui si fa il loro bene e si fa crescere la comunità”.