Il candidato al Senato del Movimento 5 Stelle in visita a Tradate attacca i due leghisti che correranno per Camera e Senato alle prossime elezioni politiche. E davanti al Municipio di Tradate: “E’ un ufficio di collocamento”.

Elezioni politiche, botta e risposta

Da una parte Gianluigi Paragone, oggi candidato alla Camera nel collegio uninominale di Varese per il Movimento 5 Stelle. Dall’altra, Stefano Candiani e Dario Galli, consigliere comunale e senatore uscente il primo, sindaco di Tradate e lungo curriculum politico per il secondo. Paragone li attacca con un video davanti al Municipio di Tradate. “Lo scriviamo palazzo del Comune ma lo possiamo leggere tranquillamente ufficio di collocamento. – esordisce – Galli è una vecchia conoscenza: è già stato sindaco da queste parti, poi è andato in Parlamento, poi in Finmeccanica, poi Presidente della Provincia e oggi è sindaco. E si candida tranquillamente al Parlamento”. Parole dure anche verso Candiani, suo diretto sfidante all’uninominale per il Senato. “Da questo palazzo sono uscite tante belle persone, sempre con grandi poltrone. Se fai il sindaco della tua città non c’è bisogno che ti candidi al Parlamento, te ne basta una di poltrona. Quante ne volete? Questo è il tipico caso di come i leghisti, i forzisti, berlusconiani consideri il territorio alla mercè del proprio feudo. E’ mancanza di serietà nei confronti dei cittadini”.

“Sterili polemiche”

Non è mancata la risposta di Galli, che già qualche giorno fa aveva replicato alle critiche, cittadine, per la sua candidatura. E lo fa attraverso Facebook, lì dove era partito l’attacco di Paragone. “In un momento come questo, dove la mancanza di esperienza e l’incapacità vengono portati avanti come un vanto, ho deciso di accettare questa candidatura affinché oltre a continuare il lavoro a Tradate possa portare la nostra esperienza di buon governo a tutti coloro che ne abbiano necessità. Ho comunque una vita professionale e quindi evito di rispondere alle sterili polemiche di qualche personaggio che non ha idee da condividere ma solo fango da gettare”.

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“Opportunismo galoppante, Paragone incoerente”

Più piccata la replica di Candiani, diretto avversario di Paragone all’uninominale varesino, lanciata dai cancelli della studi Rai di cui Paragone fu anche vicedirettore. “Da qua usciti parecchi personaggi, tra i quali Paragone che adesso si è messo a  fare politica. Lui fa il puro, che fa politica per il bene del prossimo dimenticandosi che nella sua storia ci sta la Rai, è stato direttore de La Padania, ha lavorato per Libero, per La7. Luoghi in cui ovviamente penso sia entrato solo per meriti – attacca il leghista – Se per fare politica ti fai candidare all’uninominale, dove passa solo quello che vince, ma nello stesso tempo come Paragone ti fai candidare anche nelle liste proporzionali per essere sicuro di essere eletto, mi vien da dire che l’opportunismo si fa galoppante. A me piace fare politica per passione, e essenza vivo lo stesso. Ma lui qui ci è entrato per merito o per politica?”. Ma non solo, perché Candiani guarda anche al post elezioni. Perché solo la settimana scorsa il candidato pentastellato si era proposto come “mediatore” tra M5S e Lega. “Incoerenza si tramuta in trasformismo – conclude Candiani – E so per certo che  Paragone interpreterebbe alla perfezione il ruolo di pontiere tra i due partiti. Perché quando andremo al Governo il pontiere sarà disponibile a farlo passando alla Lega. Ma Paragone, questa volta avrai sbagliato veramente buco. Della serratura ovviamente”.