Il candidato alla Presidenza del Partito Democratico promette di incrementare le risorse a favore dei genitori separati. Non solo per chi rompe un matrimonio, anche per le coppie di fatto.

Elezioni regionali, Gori al fianco delle famiglie separate

Lo strumento di partenza c’è, ma va potenziato. Nel tour della campagna per le elezioni reginali, il candidato del Pd Giorgio Gori promette nuovo sostegno per i genitori separati, e quindi i loro figli. “In Lombardia sono circa un milione i genitori separati. Una delle componenti sociali più fragili. In cui i figli rappresentano l’anello debole di una catena che ad un certo punto si rompe”, ha dichiarato il candidato dem al termine dell’incontro con Gianluigi Lussana, presidente del Movimento Famiglie Separate Italiane. Proprio i figli, terzi in una situazione che spesso vede aspramente in lotta i genitori, sono i primi a far le spese delle difficoltà economiche e psicologiche conseguenti a un divorzio.

Coppie separate, la legge lombarda

Regione Lombardia si è dotata nel 2014 di una legge a favore e a sostegno delle coppie separate. Lo scopo, quello di intervenire anche economicamente per evitare che una situazione, temporanea, di disagio economico e sociale possa trasformarsi in una cronicità. Sostegno psicologico per i singoli, le coppie e l’intera famiglia, in una rete con le associazioni che operano nel campo. E, insieme a questo, un contributo regionale mensile di 400 euro per 6 mesi per il genitore economicamente più debole separato da non più di tre anni.

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“Bisogna fare di più”

“La Regione non ha fatto abbastanza, le risorse a disposizione sono insufficienti”, lamenta Gori. “Si deve rimettere mano alla normativa e con gli esponenti del Movimento abbiamo definito un progetto comune”. Primo obbiettivo, le risorse. “Portare da quattro a dieci i milioni di euro all’anno per questo strumento, così da arrivare a un contributo mensile da 600 euro per 9 mesi”, spiega Gori. Ma non solo. “Intendiamo creare un registro della bigenitorialità, in modo che entrambi i genitori siano coinvolti nelle decisioni sulla salute, l’educazione e l’istruzione dei propri figli. L’ho già fatto a Bergamo, e come me altri sindaci – continua il candidato – Quella è la base da cui partire”. Allo studio poi delle convenzioni con l’Ordine degli Avvocati per tariffe calmierate per aiutare le famiglie a far fronte alle spese legali di una separazione. Anche per chi non esce da un matrimonio. “Queste misure vanno estese anche alle coppie di fatto che scelgono di separarsi – conclude Gori – Oggi in Lombardia non è così. Si deve porre rimedio subito perché è prima di tutto il benessere dei bambini quello a cui dobbiamo pensare. Non può esserci differenza di trattamento”.