Il premier incaricato Giuseppe Conte ha rimesso l’incarico conferitogli dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Governo gialloverde, niente da fare

“Ho accettato tutti i ministri tranne quello dell’Economia. Ho chiesto un autorevole esponente politico della maggioranza, ho registrato con rammarico indisponibilità ad ogni altra soluzione”. Sergio Mattarella ha spiegato così il naufragio del nascente governo di Lega e Movimento 5 Stelle dopo l’incontro con l’incaricato Giuseppe Conte. Naufragio sul nome di Paolo Savona. Troppo euroscettico, troppo destabilizzante per i mercati, secondo Mattarella. Ora Matteo Salvini preme sul voto. E intanto il Presidente della Repubblica sembra pronto a conferire un incarico a Carlo Cottarelli per un Governo “neutro”, come prospettato fino a qualche settimana fa.

“Alto tradimento”. Cinque Stelle e Meloni pronti a chiedere l’impeachment

Durissime le reazioni nella politica. Prima ancora della decisione di Mattarella era stata Giorgia Meloni a lanciare sui social un ultimatum: “Se il veto su Savona impedisse la formazione del governo chiederemo al Parlamento la messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica!”.

La stessa possibilità sembra essere al vaglio dei vertici del Movimento 5 Stelle. Sarebbe il primo, nella storia della Repubblica, verso cui sia stata formalizzata l’accusa di impeachment. E Salvini pronto a tornare al voto: “Mai più servi di nessuno – ha scritto sulla sua pagina Facebook – l’Italia non è una colonia, non siamo schiavi di tedeschi o francesi, dello spread o della finanza. A questo punto, con l’onestà, la coerenza e il coraggio di sempre, la parola deve tornare a voi! Io non mollo, per il bene dei nostri figli”.

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“Bruttissima giornata per la democrazia”

“Abbiamo lavorato per tre settimane – è intervenuto poi Salvini – Oggi pomeriggio eravamo pronti a portare la lista con tutti i ministri, io ero contento domani di andare in ufficio al Ministero degli Interni a occuparmi dei problemi degli italiani. E ho saputo che il Presidente della Repubblica non gradiva il nome del ministro dell’Economia e ha detto che il governo non sarebbe partito, ora di un governo tecnico. Per l’Italia decidono gli italiani, i francesi o i tedeschi?. Dispiace aver perso tanto tempo, potevano dircelo prima. E’ stato un gesto irrispettoso nei confronti dei milioni di italiani che aspettano che cancelli la legge Fornero, riduca le tasse, mandi a casa i clandestini. Abbiamo proposto un ministro dell’Economia stimato in tutto il mondo, che aveva difetti di aver detto che Europa così com’è non funziona. Ma è chiaro che così non funziona. Dovevo mettere un Ministro Economia che difende gli interessi dei francesi o dei tedeschi? Non siamo nati per essere schiavi di nessuno”.