Nelle scorse settimane la modifica del regolamento per la nomina scrutatori in occasione delle prossime elezioni: via il sorteggio, dentro la nomina diretta. Le minoranze: “Estrazione è democratica”.

Nomina scrutatori tra sorteggio e scelta diretta

Il primo a intervenire nelle scorse settimane era stato il consigliere del Pd Rolando Codato. Il primo, lui, a contestare il metodo diretto di nomina scrutatori invece che il sorteggio, adottato dalla precedente Amministrazione. “Sarà necessario conoscere il politico di turno o essere amici degli amici – aveva attaccato – Noi avevamo scelto il metodo dell’estrazione. L’unico capace di sgombrare il campo da qualsivoglia sospetto d’interesse personale”. Dal canto suo, la maggioranza aveva spiegato che “è la legge a parlare di nomina e non di sorteggio, noi ci limitiamo ad applicarla”.

La maggioranza nomina, la minoranza sorteggia

Così lunedì scorso si è arrivati al momento di definire chi lavorerà ai seggi il 4 marzo. E le minoranze, rappresentate sempre da Codato, sono tornate a chiedere di estrarre i nomi. “La nomina consiste nell’indicazione diretta dei nomi di persone iscritte nel registro degli scrutatori, ma solo se conosciute e gradite ai partiti che li scelgono”, spiegano. “Non condividiamo questa logica amicale, se non clientelare, e di parte. Abbiamo quindi proposto ed
ottenuto di procedere, solo noi, con “l’estrazione casuale”, da un’urna contenente i 552 numeri, per gli
scrutatori della quota a noi attribuita”, spiegano in un comunicato. “
L’estrazione casuale ha fatto sì che ai seggi ci siano anche scrutatori non necessariamente vicini o amici dei partiti, oltre a riaffermare il principio di riconoscere a tutti gli iscritti le stesse possibilità. A cosa serve accogliere le domande di scrizione al registro se poi non si hanno tutti indistintamente le stesse possibilità? Cosa penseranno i cittadini, e i giovani, che non verranno mai chiamati perché senza tessere in tasca?”. “Non ci si venga a dire – concludono – che con la nomina sono stati privilegiati i disoccupati e chi è in difficoltà. Non è così.  E soprattutto, i partiti avrebbero quindi scelto di aiutare solo i propri bisognosi e disoccupati?”.