Zelo, il sindaco Gabriella Raimondo risponde alle polemiche sulla chiusura del nido: “Tutto nasce dalla fine dell’Unione con Vermezzo. Ora qualcuno gioca con la mia credibilità, ma…”

Zelo, il sindaco Raimondo: “Qualcuno sta strumentalizzando la vicenda del nido”

«Percepisco che qualcuno sta pensando di utilizzare la vicenda dell’asilo nido per screditare la mia figura, ma a questo non ci sto e reagisco»: il sindaco Gabriella Raimondo interviene sulla questione che più sta tenendo banco in questi giorni a Zelo Surrigone e nei Comuni limitrofi, quella legata alla struttura «Raggi di sole» che, come noto, al termine di un iter amministrativo sofferto, iniziato con il nuovo bando del luglio 2017, terminerà il proprio servizio l’8 giugno non arrivando sino alla fine dell’anno scolastico fissato per il 30 luglio.

“Tutto inizia con lo scioglimento dell’Unione con Vermezzo”

Una spiegazione puntuale di quello che è andato storto e di ciò che accadrà nel futuro prossimo è rinviata all’incontro con i genitori dei 38 bambini che sarà promosso a breve, ma nel frattempo il primo cittadino affronta di petto quelle che sono polemiche, voci, rumors. Ritornando al «peccato originale» da cui molto deriva. «Non si può prescindere dagli effetti dello scioglimento dell’Unione con Vermezzo, che gestiva, tra le altre cose, anche tutto il ciclo scolastico». I Comuni guidati da Raimondo e da Andrea Cipullo, dopo 19 anni di convivenza, si sono traumaticamente separati nella primavera del 2016, riavviando tuttavia il dialogo verso la fusione dei due enti nel settembre del 2017. Nel mezzo, quelli che ad oggi sono due anni a dir poco complicati, in particolare a Zelo. «Parametri che erano adeguati prima, non necessariamente lo sono adesso che i servizi sono gestiti autonomamente su due tavoli diversi». A incidere, soprattutto la questione del personale comunale. Zelo è rimasta, ad esempio, senza responsabile d’area per i servizi scolastici per mesi. I «superstiti» si sono rimboccati le maniche, e con loro gli amministratori stessi: «Abbiamo sempre cercato di mantenere tutti i servizi – spiega Raimondo -. E tutto, anche nel caso del nido, è stato fatto con coscienza e pieno rispetto sia delle normative che delle persone. Abbiamo fatto di tutto per mantenere operativa la struttura, accogliendo in modo equo tutti i bambini, non solo gli zelesi ma anche quelli di Vermezzo».

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“Sul nido l’impegno è stato totale: ora guardiamo al futuro”

Ed è proprio del rapporto turbolento con i colleghi amministratori del Comune limitrofo che si colgono ora i riflessi di maggiore tensione: «Una possibile integrazione economica da parte di Vermezzo? Ricordo che sino ad oggi è Zelo ad aver provveduto a tutto, anche per i bambini vermezzesi. Qualcuno cerca di farmi perdere di credibilità perché è già iniziata la campagna elettorale… se questi sono i presupposti verso la fusione, io non ci sto. La situazione sta degenerando ed è una posizione che non accetto». Tornando al nido: «Posti di fronte a determinati limiti e nonostante tutti i nostri sforzi, abbiamo dovuto prendere una decisione forte, certo non a cuor leggero. Ma nessuno vuole affossare un servizio che ha sempre funzionato bene: la nostra prospettiva guarda oltre quello che è l’attuale scoglio, stiamo pensando al futuro. Errori? Il mio impegno è stato totale e quotidiano. Se ci sono stati errori sono sempre stati riconosciuti e si è cercato di rimediarvi. E già su altre questioni contestateci in passato si è poi dimostrato che non avevamo proprio del tutto torto…»