Per un errore del programma informatico la data di scadenza dei documenti del 2010-2011 era sbagliata.

Data di scadenza sbagliata, ecco cosa è accaduto

Sulla carta d’identità cartacea c’è una scadenza sbagliata. E’ quanto ha scoperto una giovane cittadina fagnanese alcuni giorni fa, alle prese con alcune pratiche bancarie, dalle quali è emerso che il suo documento, diversamente da quanto riportato sul retro, era scaduto da tre anni.

Errore generato dal sistema informatico

Il suo caso, sottoposto all’attenzione dell’ufficio Anagrafe, ha così fatto emergere un errore che si è generato in modo automatico dal programma informatico utilizzato per l’emissione delle carte d’identità: su quelle di alcuni minori al momento del rinnovo è stata stampata una scadenza dopo 10 anni invece che 5 anni, come invece deve essere. Dalle analisi del personale comunale sono stati fissati i parametri entro i quali si è generato il problema, che verosimilmente riguarda soltanto alcune decine di cittadini, che saranno avvisati con una lettera inviata a ciascuno personalmente dal Comune, non appena la software house – che genera e fornisce il programma informatico all’Anagrafe – sarà in grado di comunicare con esattezza l’elenco dei cittadini sulla cui carta d’identità c’è una scadenza errata.

L’assoessore Stevenazzi

«La cosa più importante da chiarire è che il problema riguarda esclusivamente i minori che hanno rinnovato il proprio documento tra il febbraio 2010 e il maggio 2011 e che in quel periodo avevano un’età compresa tra i 3 e i 18 anni», chiarisce Piera Stevenazzi, assessore con delega ai Servizi demografici. La quale spegne la psicosi generale da documento scaduto innescata dalla pubblicazione del fatto su Facebook: «Si tratta di pochi casi, da un’indagine a campione fatta dall’ufficio sembra che molte carte di quel periodo siano state comunque emesse correttamente, mentre solo alcune presentano questa discrepanza tra scheda anagrafica esatta e stampa cartacea sbagliata. Sottolineo che non è una svista del personale comunale, ma un errore del programma informatico». La causa che lo ha determinato è nella sovrapposizione di diverse leggi che in quel periodo sono state modificate più volte: «C’è stata una serie di circolari che ha cambiato i criteri di scadenza e nell’aggiornamento del software si è generato l’errore». Sulla scelta di non emettere un avviso generale alla popolazione, la risposta è semplice: «Una comunicazione a tutti i cittadini provocherebbe solo confusione e in molti si sentirebbero chiamati a rivolgersi all’Anagrafe per verificare, quando i casi sono pochi e circoscritti. Preferiamo attendere l’elenco dei documenti da correggere e inviare poi una lettera solo a questi cittadini».

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