Esplosione Rescaldina, proseguono le indagini sulle cause della fuga di gas che il 31 marzo 2018 fece crollare la palazzina di via Brianza. La vittima fu Saverio Sidella.

Esplosione Rescaldina, alla ricerca delle cause

E’ ancora un presunto giallo la deflagrazione che poco più di un anno fa ha devastato una palazzina di via Brianza, a Rescaldina, provocando il ferimento di otto persone, tra cui due bambini, e la morte di Alessandro Saverio Sidella, 45 sergente maggiore dell’Esercito in forza alla base di Solbiate, deceduto dopo 18 giorni di ospedale a causa delle gravi ustioni. La Procura di Busto Arsizio, il fascicolo per esplosione colposa era poi stato tramuta in dolosa, non avrebbe ancora chiuso le indagini che vedevano indagata la stessa vittima, e mantiene il più stretto riserbo su quanto emerso.

I fatti

La mattina di quel 31 marzo 2018, intorno alle 7.30, un boato svegliò di soprassalto il paese, che subito si precipitarono in strada, qualcuno convinto si fosse trattato di un terremoto. L’esplosione sarebbe appunto partita dall’appartamento al piano terra della famiglia Sidella, investendo il 45enne, sua moglie e i suoi due figli, che finirono tutti in ospedale. Si parò di fuga di gas, con decine di persone sotto shock per la strada e i feriti salvati da una tasck force di vigili del fuoco, protezione civile, carabinieri e soccorritori del 118, immediatamente precipitatisi sul posto.
La Croce Rossa approntò un campo base davanti alla palazzina sventrata, rimasta a lungo sotto sequestro. Le perizie degli specialisti però, con il passare dei giorni, fecero luce su una possibile esplosione di origine dolosa, forse innescata da una fiamma libera in un locale saturo di gas. Ad oggi nessuno conosce ancora la verità.

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Esplosione di Rescaldina, si aggrava Saverio Sidella

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