Mario Calabresi ospite in Frera per presentare il suo ultimo libro.

Tanti in Frera per  Mario Calabresi

 

E’ piaciuta molto a Mario Calabresi la biblioteca Frera che lo ha accolto venerdì scorso per la presentazione del suo quinto libro “La mattina dopo”, pubblicato da Mondadori a settembre. Folto il pubblico, non solo tradatese, letteralmente entusiasta. A fare gli onori di casa presentando il giornalista ed ex direttore de La Stampa  e di Repubblica l’assessore alla cultura Erika Martegani.

“La mattina dopo”

“La mattina dopo” è un libro che racconta il vuoto che tutti viviamo il giorno dopo un grande dolore.
“Sono anni che mi interrogo sul giorno dopo. Sappiamo tutti di cosa si tratta, di quel risveglio che per un istante è normale, ma subito dopo viene aggredito dal dolore” ha spiegato Calabresi.  “Quando si perde un genitore, un compagno, un figlio, un lavoro, una sfida decisiva, quando si commette un errore, quando si va in pensione o ci si trasferisce, c’è sempre una mattina dopo – prosegue la descrizione del libro –  Un senso di vuoto, una vertigine. Che ci prende quando ci accorgiamo che qualcosa o qualcuno che avevamo da anni, e pensavamo avremmo avuto per sempre, improvvisamente non c’è più. Perché dopo, una perdita o un cambiamento, arriva sempre il momento in cui capiamo che la vita va avanti, ma niente è più come prima, e noi non siamo più quelli di ieri. Un risveglio che è inevitabilmente un nuovo inizio. Una cesura del passato, un da oggi in poi. A questo momento, delicato e cruciale, Mario Calabresi dedica il suo nuovo libro, partendo dal proprio vissuto per poi aprirsi alle esperienze altrui.

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Vite diverse

E racconta così prospettive e vite diverse, che hanno tutte in comune la lotta per ricominciare, a partire dalla mattina dopo. Per Daniela è dopo l’incidente in cui ha perso l’uso delle gambe, per Damiano è dopo il disastro aereo a cui è sopravvissuto, per Gemma è dopo la perdita del marito. Ma è anche un viaggio nella passato familiare, con la storia di Carlo e del suo rifiuto di prendere la tessera del fascismo, che gli costò il posto di lavoro ma gli aprì una nuova vita felice. Storie di resilienza, di coraggio, di cambiamento, storie di persone che hanno trovato la forza di guardare oltre il dolore dell’oggi, per ricostruirsi un domani”. Perché, realizza Calabresi, “il giorno dopo finisce quando i conti sono regolati, quando ti fai una ragione delle cose e puoi provare a guardare avanti, anche se quel davanti è molto diverso da quello che avevi immaginato”.