A chi destinare il 5 per mille? Con la dichiarazione dei redditi scocca anche l’ora di decidere quale associazione o ente sostenere. Iniziamo andando a vedere di che cosa si tratta: ciascun contribuente può destinare la quota del 5 per mille della sua imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), firmando in uno dei sette appositi riquadri che figurano sui modelli di dichiarazione (modello Redditi Persone fisiche, modello 730, scheda allegata alla Certificazione unica).
Soltanto un vincolo principale: è consentita una sola scelta di destinazione. E oltre alla firma è possibile indicare il codice fiscale del singolo soggetto cui intende destinare direttamente la quota del 5 per mille, mentre per destinare la suddetta quota al comune di residenza è sufficiente apporre la firma nell’apposito riquadro.

A chi destinare il 5 per mille

I beneficiari possono essere scelti fra sette riquadri. Firmando in uno di essi si assegnerà la quota ripartendola fra le realtà che fanno parte di quella categoria. Inserendo invece il codice fiscale si destinerà la somma direttamente a chi vogliamo. Ecco ora i fatidici riquadri: «Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10, c. 1, lett a), del D.Lgs. n. 460 del 1997»; «Finanziamento della ricerca sanitaria»; «Finanziamento delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici»; «Sostegno alle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal CONI a norma di legge, che svolgono una rilevante attività di interesse sociale»; «Sostegno delle attività sociali svolte dal comune di residenza del contribuente»; «Finanziamento della ricerca scientifica e dell’università»; «Sostegno degli enti gestori delle aree protette».

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Che cosa significa il termine Onlus

In questo periodo si sente spesso parlare delle Onlus, ma che cosa si intende con questo termine? Ci si riferisce ad un’organizzazione non lucrativa di utilità sociale. Sono diversi i soggetti che possono assumere la qualifica di Onlus, ossia le associazioni, i comitati, le fondazioni, le società cooperative, gli altri enti di carattere privato. Al contrario esiste anche una schiera di realtà che non può diventare Onlus, ossia gli enti pubblici, le società commerciali, le fondazioni bancarie, i partiti e i movimento politici, i sindacati e le associazioni dei datori di lavoro e di categoria. Altre poi assumono automaticamente la qualifica di Onlus e in questo caso stiamo parlando delle Onlus di diritto: è il caso delle organizzazioni di volontariato, delle organizzazione non governative, delle cooperative sociali e dei consorzi costituiti interamente cooperative sociali. Chi non è Onlus può diventarlo, ma soltanto una volta ottenuta l’iscrizione all’Anagrafe delle Onlus.