Addio Emanuele, folla al funerale del 19enne morto in un incidente sull’A26.

Addio Emanuele, lacrime per la sua vita spezzata

Chiesa gremita, nel pomeriggio di oggi, sabato 3 febbraio, per l’estremo saluto a Josuè Emanuele Martinez Mencu, il 19enne di Cerro Maggiore rimasto vittima di un tragico incidente stradale sull’A26 sabato esattamente una settimana fa, sabato 27 gennaio. La parrocchia dei Santi Cornelio e Cipriano, a Cerro, è riuscita a stento ad accogliere le centinaia di persone intervenute per congedarsi da Emanuele. Tantissimi i giovani, compagni dell’istituto Bernocchi di Legnano (con il gonfalone listato a lutto) ma anche coetanei delle altre scuole del territorio che si sono mobilitati per partecipare in massa al funerale. Tanti anche i volti noti: l’ex sindaco Teresina Rossetti, i carabinieri della stazione cittadina con in testa il comandante Antonino Lisciandro, l’ex vicesindaco Piera Landoni e candidata alle regionali nelle file del Pd, l’ex presidente della Pro loco e candidato sindaco Alex Airoldi.

“Onoravi Dio con la tua chitarra”

“Emanuele, ci hai solo preceduto” dicono i fedeli della Chiesa evangelica alla quale anche Emanuele apparteneva (il rito funebre è stato concelebrato da un pastore evangelico e da don Davide Mobiglia). “Hai sempre amato e onorato Dio – aggiungono -, lo facevi con la sua chitarra”.

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“Avremmo dovuto abbracciarti di più”

“Ciao Manu – hanno aggiunto i famigliari -, ci manca il suono della tua voce. Avremmo dovuto abbracciarti di più…”. “Eri un ragazzo speciale e sempre con il sorriso, buono e umile. Sarai sempre nei nostri cuori” hanno detto i compagni delle elementari, che Emanuele aveva frequentato a Cerro.

“Hai lasciato un’impronta profonda”

“Grazie da parte di tutta la nostra famiglia per l’affetto che ci state dimostrando – sono state le parole del fratello Juan -. Manu ha lasciato un’impronta profonda e questo ci rallegra. A tutti chiedo di guardare l’impronta che ciascuno di noi sta lasciando. Ora mio fratello sta vedendo quel posto che poi vedremo tutti”.

“Emanuele è un seme e qui rimarrà un frutto”

Se il fratello Juan ha parlato di impronta lasciata dal giovane scomparso, il pastore evangelico ha usato la metafora del seme e del frutto. “Emanuele è un seme – ha detto alla folla raccolta in chiesa parrocchiale – e ora è il più felice per il frutto che rimarrà qui anche dopo la sua partenza”.