Il presidente della sezione bellunese delle penne nere pubblica lo scontrino salato pagato a Milano durante l’Adunata Alpini.

Adunata Alpini dal conto salato

Milano è una città che può destare sorprese, anche amare. Specialmente quando si arriva alla cassa di un bar del centro, dove forse con leggerezza ci si è fermati per uno spuntino. Lo ha imparato anche Delfino Zambon, membro della sezione Ana del Cadore che domenica era nella città meneghina per l’Adunata Alpini. Duecento euro per tre pizze, due toast e da bere per la comitiva. Prezzi nella norma milanese per panini e coperto ma decisamente fuori scala per le birre medie, undici, costate otto euro l’una e le pizze, da 17 euro ciascuna.

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Raduno amaro e senza bandiere

Il conto però è solo una delle “pecche” che hanno lasciato un ricordo amaro dell’Adunata milanese. Come ha spiegato a TrevisoSettegiorni il presidente Ana Cadore Antonio Cason,

“Il Duomo è stato una cornice bellissima e sono davvero contento di come hanno sfilato i miei alpini e dell’esperienza che abbiamo vissuto – ha commentato, raggiunto telefonicamente, Antonio Cason, presidente della sezione Ana Cadore di cui fa parte anche Delfino Zambon – Personalmente non ho avuto problemi di scontrini, ma ci è comunque spiaciuto non vedere a Milano neppure una vetrina addobbata e una bandiera lungo le strade, neppure sul percorso del corteo… Girava la voce che dovevano arrivare dalla Cina e sono state bloccate in dogana, mah… un peccato comunque”.

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