Aeroporto di Linate chiuso: a Malpensa ritardi a gogo. A certificarlo uno studio della Cub trasporti: “200 al giorno”.

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Aeroporto di Linate chiuso: a Malpensa ritardi a gogo

La chiusura di Linate dal 27 luglio al 27 ottobre 2019, riversa come era prevedibile problemi sulla zona di Malpensa. Già qualche tempo il comune di Casorate Sempione aveva mosso una protesta perché con l’aumentare dei voli sull’aeroporto di Malpensa era aumento del rumore sopra le loro teste. Il sindaco ha quindi emesso un’ordinanza per impegnare Enac a intervenire per ridurre il rumoredegli aerei di Malpensa, soprattutto dopo che Enac ha vincolato per dieci giorni  i decolli alle sole rotte dalla pista 35R, cioè quella destra. Le lamentele non si sono fermate qui però: lo Sportello dei Diritti ha evidenziato un onotevole disagio anche per i passeggeri dovuto ai numerosi ritardi. Ecco cosa hanno evidenziato:

“Noi dello “Sportello dei Diritti”avevamo già rilevato un consistente aumento dei ritardi aerei coincisi con lo spostamento dei voli da Linate a Malpensa in concomitanza del periodo dei lavori previsti sul primo scalo. Ma adesso uno studio compiuto della Cub Trasporti ha dimostrato che dall’avvio dell’”Operazione Bridge”, il maxispostamento del traffico aereo da Linate a Malpensa, dallo scorso 27 luglio più di 200 voli al giorno subiscono dei ritardi. Così la Cub trasporti ha rilevato che: «Se analizziamo i dati, possiamo verificare che la situazione è ormai consolidata con un terzo dei voli che regolarmente è in ritardo di oltre 15 minuti, mentre per chi parte centinaia di valigie restano regolarmente a terra, e chi arriva deve attendere anche ore per ricevere il proprio bagaglio». Il giorno peggiore è stato lo scorso 2 agosto, con 294 ritardi accumulati, di cui 77 sono voli Alitalia. In buona sostanza per il sindacato l’esperimento è già fallito.«Non ci convincono le tesi aziendali che parlano per la consegna dei bagagli di un dato fisiologico nella norma (da 1% a 2%) di bagagli non caricati nello stesso volo, mentre per i ritardi sostengono che non sono dovuti alla gestione aeroportuale di Malpensa», spiegano dalla Cub Trasporti. Per la sigla di base, a oltre venti giorni dall’avvio del Bridge che, come sostenuto dai vertici Sea, doveva dimostrare che Malpensa può puntare nei prossimi anni a questi livelli di traffico, la Grande Malpensa è un esperimento che non deve avere seguito. «Gli stessi dirigenti, oltre a spiegare come mai la compagnia Alitalia ha questa situazione di ritardi, debbono anche prendere atto che oltre ai danni subiti dal territorio e dai lavoratori ci sono anche i danni ai passeggeri». Viaggiatori che, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, hanno già segnalato attraverso reclami pervenutici la situazione che ci auguriamo possa in qualche modo trovare una “normalizzazione”, perché un hub aereo così importante come Malpensa non può permettersi il prorogarsi di quanto sta accadendo”.

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