“Spiace che il Tar intralci l’attività del sindaco di Magenta con una lettura fuorviante della carta costituzionale attribuendo alle pretese degli islamici magentini un valore universale”. Così Silvia Scurati, consigliere regionale della Lega, commenta duramente la decisione del Tar, che ha accolto il ricorso dell’associazione “Moschea Abu Bakar” contro il sindaco Chiara Calati,  che aveva negato lo spazio per celebrare la festa del sacrificio alla comunità islamica.

Scurati: “Ci sono due problemi”

“Il terzo e ultimo comma dell’articolo 8 della Costituzione precisa – prosegue Scurati – che i rapporti tra i culti, quelli compatibili con l’ordinamento italiano e lo Stato, devono essere regolati sulla base di intese con le relative rappresentanze. E qui i problemi sono due: il primo è che nessuno è ancora riuscito a dimostrare formalmente che l’Islam sarebbe compatibile con i valori costituzionalmente sanciti, cosa che si fa siglando l’intesa; il secondo è che non c’è rappresentanza, nel senso che, non essendoci una gerarchia, nell’Islam vige l’autoreferenzialità. Chiunque può millantare di rappresentare i musulmani ma nessuno può dimostrare di essere effettivamente rappresentativo”.

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La questione delle macellazioni rituali

Scurati ricorda infine che continua a porsi il problema delle macellazioni rituali: “La macellazione rituale islamica non prevede lo stordimento dell’animale prima dell’abbattimento (è permesso in Malaysia). Ciò è in contrasto con le leggi sulla macellazione di alcune nazioni europee. In Italia è ammessa solo per fini religiosi in strutture apposite ricavate nei macelli autorizzati”.

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