Quella parola, mamma, per Evelyn ha un sapore particolare. Perché la sua mamma, quella che l’ha messa al mondo circa 19 anni fa, lei l’ha potuta abbracciare per pochissimo tempo e, oggi, non ricorda quasi nulla di quella donna che vorrebbe incontrare. Era il 1° maggio del 1999, quando, all’ospedale Fornaroli di Magenta, Evelyn ha emesso il primo vagito. La sua mamma biologica la tenne, in un primo momento, ma evidentemente la sua situazione personale che viveva
era difficile dato che per alcuni mesi entrambe furono ospiti di una comunità per madri e bimbi.

La storia di Evelyn

Mesi di cui oggi Evelyn, a sua volta diventata madre di un bimbo che ha 10 mesi, ha rimosso ogni ricordo, come è normale che sia. Degli abbracci, delle carezze, dei baci della sua mamma, Evelyn non ha neppure una lontana sensazione. All’età di 18 mesi, quando stava muovendo i suoi primi passi nel mondo e abbozzando le prime parole, fu adottata da una famiglia che l’ha cresciuta con amore a Coarezza, frazione di Somma Lombardo, in provincia di Varese.
«Sono arrivata nella mia nuova casa con tre ciucci – mi hanno raccontato i miei genitori adottivi -, non mangiavo quasi nulla, praticamente solo semolino».

Nacque a Magenta

Magenta per Evelyn significa mamma. Quella mamma che, per vari motivi, non ha potuto tenerla con sé, accompagnarla per mano nel lungo percorso della vita, incoraggiarla il primo giorno di scuola, stringerle la mano quando ha partorito lei stessa il suo primogenito. Non ci sono scatti dei suoi primi 18 mesi di vita, le prime foto le hanno scattate i suoi genitori adottivi, con cui ancora vive. Ma per quanto l’amore della nuova famiglia e di un bimbo tutto suo le abbiano riempito la vita, in Evelyn è sorto il desiderio di scoprire le proprie origini. Qualcosa di naturale, che accompagna quasi tutti i figli adottivi, anche se con sentimenti diversi. Ne sa qualcosa Laura Perspicace che con la pagina Facebook Figli adottivi cercano genitori biologici ha già risolto 600 casi e ora ci presenta quello della giovane nata a Magenta.

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Il desiderio

«Ho il desiderio più che altro di scoprire se ho fratelli o sorelle e magari anche vedere che aspetto hanno miei genitori biologici – racconta la giovane -. Quello che mi preme di più è sapere se sono una figlia unica». Di Magenta Evelyn sa poco, ma spera che qualcuno all’ospedale o in città sappia ricollegare le informazioni che ci sta raccontando e posso aiutarla a risalire alla sua mamma biologica. Magari una conoscente che ricordi l’episodio, qualche infermiera o ostetrica. Nella città della battaglia, c’è la chiave che apre il libro di storia della sua vita. A cui manca il capitolo iniziale che oggi, mentre culla il suo bambino, Evelyn vorrebbe poter scrivere. Seguiteci per gli aggiornamenti sui prossimi numeri di Settegiorni.