Discarica Cerro: i primi cittadini di Cerro e Rescaldina uniti contro la possibile riapertura del sito.

Discarica Cerro: “Unità d’intenti contro il progetto”

Hanno convocato una conferenza stampa per ribadire la loro posizione: “No netto a ogni possibile ipotesi di riapertura dell’ex discarica di Cerro Maggiore, non deve arrivare neanche un rifiuto. Se servirà siamo pronti a manifestare”. A parlare sono il sindaco di Cerro Maggiore Nuccia Berra e quello di Rescaldina Michele Cattaneo che oggi pomeriggio, mercoledì 16 gennaio, sono tornati sulla vicenda. Come noto la società Ecoceresc ha presentato la Via (Valutazione impatto ambientale) in Città metropolitana per il conferimento di rifiuti speciali non pericolosi nel sito dove era invece previsto il riempimento con terre e rocce di scavo. “La nostra parola d’ordine è unita d’intenti, dobbiamo essere ascoltati: dietro di noi e con noi ci sono migliaia di cittadini” dicono i sindaci.

Le parole di Berra

“Dobbiamo metterci in testa che nell’accordo di programma del 1999 (nota: l’ex discarica negli anni Novanta divenne infatti un caso nazionale e fu chiusa grazie alla sollevazione popolare) veniva sancito il recupero mediante ritombamento con terre e rocce da scavo e tale previsione aveva di fatto recepito la decisione delle Amministrazioni locali di procedere con un recupero ambientale che non potesse in alcun modo derivare dalla realizzazione di un nuovo sito di discarica con nuovi conferimenti di rifiuti. La società, venendo meno alla proposta fatta qualche settimana fa riguardante terre e rocce di scavo, ha invece avviato un procedimento assolutamente differente in Città metropolitana volto all’ottenimento dell’autorizzazione per la realizzazione di una nuova discarica di rifiuti speciali non pericolosi nel terzo lotto del Polo Baraggia”.
E continua: “Nello scritto inviato a Città metropolitana, oltre all’accordo di programma sottolineiamo la situazione territoriale e ambientale dell’ambito interessato che, nel raggio di 5 chilometri dal sito in oggetto vede la presenza di ulteriori discariche già autorizzate negli anni passati per un totale di oltre 10 milioni di metri cui di rifiuti, di tipologia inerte o non pericolosa, che determinano una situazione di inquinamento ambientale e degrado già preoccupante per salute e benessere della popolazione. La nostra contrarietà richiama l’attenzione rispetto alla procedibilità dell’istanza in relazione al cosiddetto ‘Fattore di pressione’ indice concepito per misurare oggettivamente la concentrazione di impianti in porzioni di territorio già oggetto di preesistenti attività di discariche e utilizzato per considerare idonei o non idonei i siti proposti per ospitare nuove discariche (o la modifica di impianti esistenti) escludendo quindi la possibilità di procedere con nuove autorizzazioni. Il nostro Fattore di pressione è ampiamente superato e costituisce motivo ostativo all’autorizzazione”. “Per questo – ha aggiunto Berra – abbiamo chiesto a Città metropolitana di dichiarare l’improcedibilità immediata dell’istanza di Ecoceresc”.

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Le parole di Cattaneo

“E’ intollerabile – ha affermato il primo cittadino rescaldinese – anche solo il pensiero di poter aggiungere anche un solo rifiuto al sito del polo Baraggia. La pressione ambientale dovuta ai rifiuti sulla nostra zona è già oltre l’umanamente sopportabile: la discarica di Cerro, quella di Gerenzano posta a confine, quella di Gorla Maggiore a meno di 5 chilometri di distanza dicono che per il nostro territorio è davvero impensabile che si possa anche solo ipotizzare l’apertura di una nuova discarica, di qualsiasi tipo di rifiuto. Quando è stata chiusa l’ex discarica, l’accordo di programma diceva chiaramente ‘mai più un rifiuto’. A questo impegno ci atteniamo e a questo impegno riteniamo tutti si debbano attenere, Regione Lombardia in primis. Stiamo attivamente collaborando con Città metropolitana e ringrazio in particolare la vicesindaco Censi e il consigliere delegato Mezzi, oggi è l’ente che si trova la formalità della gestione della procedura della Via, riteniamo però fondamentale ricordare che il vero protagonista di questa battaglia deve essere la Regione perchè regionale è il Piano rifiuti e, soprattutto, il concetto di pressione ambientale definito proprio da una delibera della Giunta regionale. Ringrazio i consiglieri regionali Pizzul, Borghetti e Astuti. Questa battaglia non ha colore politico, io e Berra siamo di colori diversi, ma siamo uniti e coesi nel dire no all’ennesima proposta di scempio ambientale”.

Pronti alle manifestazioni e ad altri Comuni alleati

Gli enti superiori potrebbero bypassare i Comuni e dare l’ok alla nuova discarica? Sì, potrebbero. “Le manifestazioni non ci spaventano – afferma Cattaneo -, siamo pronti a mobilitarci contro la riapertura. Con noi ci sono i cittadini”. E Berra: “L’ex discarica non deve riaprire: il suo futuro è la rinaturalizzazione, non voglio più vedere rifiuti”. “Ovunque si stanno diffondendo esempi di cave rinaturalizzate, diciamo basta al riempimento con rifiuti” aggiunge Cattaneo.
E Cattaneo annuncia: “Porteremo la questione al Tavolo del Patto dei sindaci. Così come successo per la discarica di Casorezzo, tutti gli altri Comuni della zona saranno al nostro fianco”.

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