Giuseppe Guzzetti lascia un accorato messaggio di fiducia verso il futuro, i giovani e la generazione che verrà alla guida di Fondazione Cariplo. «La Fondazione di domani sarà più forte di quella di oggi, pronta a nuove sfide».

Evento unico

Lunedì mattina dal palco del Teatro alla Scala le emozioni hanno conquistato i ben 1800 ospiti intervenuti a salutare lo storico presidente. Ventidue anni alla guida di uno degli enti più potenti d’Italia, che gestisce 8 miliardi di patrimonio, uno dei grandi soci di Intesa Sanpaolo che in due decenni ha erogato oltre 3 miliardi per quasi 25 mila progetti. Una realtà che parla di problemi reali: dalla povertà alla cultura, dall’educazione alla ricerca scientifica, dall’ambiente ai servizi alla persona. L’evento, moderato da Tiziana Ferrario, giornalista della Rai, si è aperto con i saluti di Alexander Pereira, sovrintendente della Scala, Giuseppe Sala, sindaco di Milano e Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia.

“Un saluto che un arrivederci per chi per 22 anni ha scritto la storia della Fondazione – ha sottolineato Giuseppe Sala -. Una persona straordinaria, un maestro. La Fondazione rappresenta la possibilità di non arrendersi, una realtà fatta di bisogno. Un bisogno che riusciremo  a colmare spostando l’attenzione ai veri problemi della periferia: alimentazione infantile e disoccupazione in primis. Questo è quello che dobbiamo fare. I grandi protagonisti cambiano i destini. Io continuo a sollecitare un contributo di idee”.

“Guzzetti per 8 anni è stato presidente della Lombardia, capace di affrontare temi al centro delle nostre politiche –  evidenzia Fontanta-.   Ha saputo declinare lo sviluppo,  la dedizione alla Lombardia, interpretare le esigenze, senza spaventarsi di fronte ai grandi problemi. E’ una di quelle persone di una volta. La parola data è più importante di qualsiasi firma. Poi ha avuto visione, ha previsto interventi. E’ stato vicino ai più fragili e ai più deboli. Persone come Guzzetti rappresentano l’orgoglio della nostra terra”.

Musica protagonista

Protagonista la musica che ha rapito i cuori di tutti i presenti: i ragazzi del coro di San Vittore insieme ai volontari de La Nave e ad alcuni professionisti del Teatro alla Scala hanno conquistato il Piermarini, sulle note del «Nabucco». Sul finale l’emozione più grande con la consegna della chiave di Fondazione Cariplo a Guzzetti. Non un addio e nemmeno un arrivederci, ma l’invito da parte di tutto lo staff guidato dal direttore generale Sergio Urbani a continuare a scrivere pagine di vita insieme.
L’evento si è concluso con un intervento del presidente, un bilancio dell’attività svolta ma anche una sorta di testamento rivolto a chi verrà dopo di lui. Cinquanta minuti coinvolgenti, appassionati e commoventi. Giuseppe Guzzetti ha rapito il Teatro alla Scala con un discorso che guarda al futuro.