Ritorno in passerella per le creazioni della Sartoria di Silvana Romanelli.

Le creazioni della Sartoria di Silvana nella cornice del castello

Dopo due anni di stop, Silvana Romanelli e la sua sartoria sono tornate domenica in passerella con le loro creazioni. Questa volta, dopo aver calcato il teatro Santuccio di Varese e Villa Ponti, sempre nella Città Giardino, nella sua Venegono, nella cornice mozzafiato disegnata dal chiostro del castello dei missionari comboniani. Un ritorno dopo due anni dall’ultima sfilata, una pausa dovuta al trasferimento della sartoria cittadina in via Asiago in un laboratorio nuovo realizzato in un locale in disuso, che non è però coincisa con uno stop alla creatività: abiti e borse in scena domenica davanti a circa 200 persone sono infatti prodotti rinati da stoffe, abiti, coperte ormai fuori moda, dimenticati e “scartati”. E da qui anche il titolo della sfilata, “Abiti nell’armadio”, con modelle e capi entrati in scena proprio attraverso la porta di un armadio, aperta da Romanelli.

 

Abiti che rinascono e si arricchiscono

Il riuso di abiti e tessuti quindi, che dall’armadio rinascono e si trasformano insieme a stoffe pregiate come la seta in capi di moda. “Capi unici – spiega Romanelli – perchè i materiali con cui li ho fatti, abiti o tessuti, non si trovano più. Ogni piccolo pezzo di stoffa ha un potenziale, che mai come in occasione delle sfilate ho la possibilità di valorizzare: nel quotidiano si fa ovviamente quello che chiede il cliente, dalla riparazione alla rimessa a modello di abiti vintage, o magari la “copia” di un abito che piace ma che ha ormai ha i suoi anni e non è più in produzione. Ma in tutti gli abiti cerco di inserire un tocco di creatività che mi contraddistingua, come fosse una firma. Un bottone vintage, un pizzo recuperato, anche solo un dettaglio che riesca a esaltare la forza che caratterizza quell’indumento. La sfilata mi dà invece l’occasione di dare davvero libero sfogo alla mia creatività. E quest’anno in pochissimo tempo: il trasferimento del laboratorio è iniziato a dicembre e solo a maggio ho parlato ai padri comboniani chiedendo la possibilità, che ringrazio per avermi dato, di organizzare al castello la sfilata. E’ stata poi un’estate di grande lavoro e anche se avevo tutto in mente ho iniziato a creare materialmente i capi nell’ultimo mese, quando di solito partivo a gennaio”.

Una sfilata “di squadra”

Il successo di domenica è arrivato anche grazie al gioco di squadra: in primis, col marito Mauro Neri e la sua società Hangar2 che ha curato grafica e comunicazione, ma anche con i tanti sponsor, negozi venegonesi e non, che hanno sostenuto Romanelli, al Comune che ha fornito la passerella e alle modelle, tra cui la figlia di Silvana e alcune amiche, quasi tutte donne e ragazze di Venegono che hanno valorizzato ancor di più le creazioni della sartoria, “modelle di ogni età – precisa – perchè le mie creazioni sono per tutti, realizzate appositamente per chi poi dovrà vestirle”. Senza dimenticare il tocco “social”, già sperimentato al Santuccio, grazie alla collaborazione con Intoway che ha portato sulla passerella anche un tablet con cui le modelle si sono scattate un selfie, subito caricato sui canali social della sartoria. “Sono davvero molto contenta di com’è andata la sfilata – conclude Romanelli – Domenica ero molto emozionata, sia per la location stupenda del castello sia perchè dopo tanti anni ho finalmente avuto la possibilità di mostrare le mie creazioni ‘a casa’, a Venegono. E voglio ringraziare tutti, sponsor, amici e chi è venuto domenica, che ci hanno sostenuti e che hanno concretamente creduto in questa iniziativa”.


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