Luigi Martegani era morto sul fronte della Prima Guerra Mondiale a 25 anni, ricevendo la Medaglia d’Argento al Valor Militare. La sua storia è tornata alla luce grazie all’associazione Studi Storici Tradatesi.

Una medaglia d’argento persa nella storia

Un eroe dimenticato, un giovane morto in guerra di cui nessuno, nemmeno nella sua città, sapeva nulla. Nel centesimo anniversario della medaglia d’oro Gianluigi Zucchi, l’associazione Studi Storici Tradatesi ha voluto indagare sulle storie e le identità degli oltre 130 tradatesi morti nel primo conflitto mondiale. Tra queste, c’è appunto quella di Luigi Martegani, nato l’11 aprile del 1892. Fabbro dopo le scuole dell’obbligo ma con un fisico talmente gracile che all’inizio lo rese inabile al servizio militare. Un metro e 60, occhi e capelli castani, combattè tuttavia valorosamente nel 23esimo e poi nel 74esimo reggimento di fanteria, come mitragliere. Cadde il 25 maggio del 1917, nei pressi di Lucatic, al confine sloveno. Lì si rese autore di un atto eroico, che gli valse la vità ma non passò inosservato, valendogli la Medaglia d’Argento al Valor Militare. Di lui non si trovò mai il corpo.

Negli archivi a caccia della memoria

Un lavoro faticoso e certosino quello dei volontari dell’associazione Studi Storici Tradatesi. Al momento si contano 130 caduti provenienti da Tradate, e altrettante storie della loro vita pre-bellica e del loro impegno al fronte. “Per moltissimi di loro – spiega il presidente dell’associazione Federico Colombo – Siamo riusciti a ricostruire nel dettaglio la carriera militare. Siamo stati in grado di mettere in evidenza gli atti d’eroismo, le punizioni cui furono soggetti, le condizioni di vita che dovettero sopportare e le circostanze che li portarono alla morte”. Storie che presto potranno essere riscoperte grazie a un libro che l’associazione sta finendo di scrivere.

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“Aiutateci a ricordare i nostri eroi”

La ricerca tra gli archivi comunali e militari però non basta. “La medaglia d’argento di Luigi Martegani è stata per noi una scoperta inaspettata – continua Colombo – La sua storia dovrebbe riempire d’orgoglio e di onore l’intera cittadinanza. Resta però l’amarezza della dimenticanza di questa storia per quasi un secolo. Per questo negli ultimi anni abbiamo concentrato le nostre forze per riunire le storie di quante più persone possibili. A breve pubblicheremo tutto il materiale raccolto, e per questo chiediamo l’aiuto di tutte le famiglie di Tradate e Abbiate perchè ci aiutino a recuperare le foto dei caduti di cui magari sono ancora in possesso. Solo così potremo unire i volti alle storie e ricordare le vite di questi giovani nel modo degno che meritano”.