Diverse le alternative adottate dai comuni milanesi per chi non paga la mensa scolastica dei figli.

Mensa scolastica, a Rho chi non paga non mangia a scuola

A Rho il debito è praticamente raddoppiato passando dai 76mila euro del quadriennio 2012-2016 ai 150mila euro dell’anno scolastico 2016-2017. Quindi chi non ha pagato la mensa scolastica, e non si metterà in regola entro il prossimo mese di settembre non potrà iscrivere i propri figli al servizio mensa e dovrà farli tornare a casa per il pranzo. Questa la decisione presa nelle ultime ore dalla giunta guidata dal sindaco Pietro Romano dopo un nuovo aumento delle morosità.

A Cesano Boscone bloccate le auto di chi non paga

A Cesano Boscone la percentuale dei morosi sfiora il 16 per cento degli utenti. Per questo motivo dall’autunno del 2017 a oggi la polizia locale ha fermato 27 auto di ogni tipo. Con questo escamotage, la vettura resta al proprietario, ma non può essere utilizzata finché quest’ultimo non salda il suo debito per la refezione scolastica. Se si dovesse sgarrare ci si imbatte nel sequestro del mezzo.

A Magenta si usano “bastone e carota”

Oltre 190mila euro di buco dovuto ai furbetti della mensa. E’ a quanto ammonta oggi il debito che alcuni cittadini hanno con il Comune di Magenta per i servizi di refezione scolastica erogati ai loro figli, ma mai pagati. Da qui la scelta dell’Amministrazione di Chiara Calati di voltare pagina secondo una politica del bastone e della carota. La carota per chi è in difficoltà e deve essere aiutato, il bastone per chi lucra su questa situazione che di anno in anno assume contorni sempre più ampi.  Concretamente, la Giunta ha inserito una serie di misure utili: come la possibilità di pagare il servizio di pre scuola , post scuola e il trasporto scolastico con il Rid bancario posticipato con cadenza bimestrale. Diverso il discorso della mensa dove l’attivazione del Rid diventa più difficile, in forza delle fasce Isee che debbono essere verificate e, soprattutto, possono cambiare nel corso dell’anno. Diverso il trattamento per “i furbetti” che prima riceveranno l’avviso bonario, a seguire un sms ad indicare la necessità di ricaricare immediatamente il tesserino mensa, infine, l’intimazione a mettersi in regola entro quindici giorni. Dopodiché si passerà alla sospensione del servizio.

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