Milano è “la città delle opportunità”: dal 2009 al 2014 ha registrato un importante incremento dei residenti giovani e una costante diminuzione di residenti over 45. Il 2014 è l’anno del boom: più 46.304 residenti tra i 15 e i 44 anni, il 68% tra i 25 e i 34 anni. Milano può attrarre circa 172 mila nuovi abitanti nei prossimi 10 anni. Accanto ai dati delle opportunità, ci sono quelli degli ostacoli: Milano è la città della disoccupazione giovanile e i giovani assunti milanesi sono retribuiti il 45% in meno dei loro colleghi sopra i 55 anni di età (Geography Index, 2016). Tra le questioni più urgenti, quella abitativa. Dal XV Rapporto dell’Osservatorio Diocesano del 2016 “tra i nuovi poveri ci sono i giovani, con lavori tanto precari e intermittenti che non riescono a sostenere i costi degli affitti, tantomeno accendere un mutuo. Per loro andrebbe fatta innanzitutto una politica della casa”.

Milano 2035, la coalizione per l’abitare giovanile

I costi di mercato per gli affitti in condivisione sono molto alti e la qualità dell’offerta molto bassa, 500 euro è il costo medio di una stanza singola. La richiesta di appartamenti condivisi cresce e molti sono i “coinquilini per necessità”, giovani lavoratori che non possono permettersi un appartamento.

Ma co-abitare può essere anche una grande opportunità, infatti è una palestra per potenziare le proprie capacità collaborative e la propria rete relazionale, con un impatto sulla qualità del tempo libero, ma anche sullo sviluppo della propria identità sociale e professionale. Il capitale sociale e relazionale, accanto alle competenze e alla determinazione individuali, possono contribuire a una soddisfacente transizione dei giovani alla vita adulta.

Chi arriva oggi a Milano? Chi può permetterselo veramente? Con chi condivide la sua casa? A quali condizioni?

Milano 2035, uno degli otto progetti finanziati dal IV bando “Welfare di comunità” di Fondazione Cariplo, vuole rispondere a queste domande provando a costruire una città più inclusiva e solidale per i giovani che si stanno sperimentando in percorsi di autonomia, a partire dalla dimensione abitativa come leva per lo sviluppo di un nuovo welfare territoriale. La coalizione si propone di sviluppare un sistema di accoglienza in grado di rispondere alle domande abitative dei giovani in maniera trasversale, affiancando all’offerta di casa l’opportunità di essere accompagnati in percorsi di cittadinanza attiva.

Il progetto sperimenta in territori specifici ecosistemi territoriali di accoglienza per rendere maggiormente visibile e misurabile l’impatto dell’abitare in ottica collaborativa dei giovani. Verranno coinvolti 5.000 giovani nelle attività del progetto, come potenziali beneficiari del sistema di offerta di casa e servizi per orientare le domande ma anche costruire connessioni con i giovani, tra i giovani e la città.

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Milano 2035 agirà nel Gallaratese, il quartiere di Milano con l’età media più alta, e a Cinisello.

Quali servizi e opportunità offrono il Gallaratese e Cinisello?

Milano 2035 lavorerà su diversi fronti. Si occuperà dello sviluppo di una cultura condivisa sull’abitare giovanile, un problema affrontato solo in termini retorici che bisogna fare emergere e legittimarlo nell’agenda pubblica, e costruirà pratiche e condizioni perché vivere insieme sia una scelta, non una costrizione e condividere sia un’opportunità. Lavorerà al potenziamento dell’offerta abitativa, aumentando il numero di alloggi disponibili a condizioni accessibili e fornirà strumenti per nuove domande perché se l’orizzonte progettuale non è più quello a tempo indeterminato, almeno fino ai 35 anni abbiamo bisogno di soluzioni abitative temporanee, che non necessitino grandi investimenti e scelte vincolanti. Creerà luoghi di contatto, online e offline, per entrare in contatto con chi cerca casa, con chi l’ha trovata e vuol essere coinvolto in altre attività. L’intuizione innovativa sta nella co-progettazione di servizi collaborativi tra nuovi e vecchi abitanti, che valorizzeranno energie già presenti nei quartieri e creeranno occasioni per la cittadinanza attiva e il volontariato. Per accelerare l’autonomia dei giovani e favorire i talenti che possano poi restituire alla città il loro meglio.

 Cosa possono offrire i nostri territori per accogliere i giovani? E cosa possono offrire i giovani alla città?

Milano 2035 è una sfida per tutti: accogliere i “nuovi milanesi” e costruire insieme una direzione di sviluppo sostenibile per la città.

Abbiamo tutti qualcosa con cui contribuire: una stanza inutilizzata, un box vuoto, quell’armadio abbandonato in cantina. E abbiamo tutti un fratello, una cugina, la figlia di un collega che cerca casa.

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