Monopattino elettrico, ha aperto un gruppo su Facebook – il Club italiano del monopattino elettrico – e, in pochi mesi, il gruppo è diventato virale, contando più di 1300 iscritti. Lui è l’aresino Simone Rosai e vorrebbe convincere più comuni possibili ad aderire alla sperimentazione.

Monopattino elettrico: com’è nata l’iniziativa?

“Lavoro in Svizzera e, ogni giorno, sono costretto a prendere più mezzi per arrivare a destinazione. Così, per cercare di ridurre il tempo, ho pensato inizialmente di prendere una bici pieghevole. Ma era troppo pensante e in treno era scomoda. Così ho sentito la parola monopattino elettronico e l’ho comprato. Mi sono informato, in Svizzera si può usare in strada come una bici. E, in questo modo, risparmio quasi tre ore di tempo a settimana”.

Da qui l’idea di aprire un gruppo su Facebook

“Iniziavo a divertirmi, ma ero solo. Ho cercato se ci fosse già qualcosa, ma l’unico che ho trovato era un gruppo negli Emirati Arabi. Così il 15 novembre 2018 ho aperto il mio. Da lì è stata un’esplosione… in poco tempo siamo diventati oltre 1000 iscritti”.

Il loro obiettivo

“Il 4 giugno scorso il ministro delle infrastruttura Toninelli ha emanato un decreto di sperimentazione per la micro-mobilità. Ma sono pochi i comuni che, fino ad ora, hanno dato la loro adesione ufficiale. Solo Torino, Milano, Pesaro, Cattolica, Misano e Rimini. Noi vorremmo convincere più Amministrazioni possibili ad aderire”.

Ancora nessun riscontro da parte l’Amministrazione aresina

“Abbiamo contattato più comuni, tra cui anche Arese, senza tuttavia avere risposta. Nessuno ci ha chiesto un colloquio. Vorremmo sensibilizzare i piccoli comuni, meglio una macchina in meno e un monopattino in più”.

Il monopattino elettrico è pericoloso?

“Me lo chiedono spesso. Dipende da come lo usi. Sono tutti testati, vanno sui 20 km/h per un peso di circa 70/90 kg. Non è obbligatorio l’uso del casco e per i minorenni è richiesto il patentino della moto.  Purtroppo rispetto al resto dell’Europa siamo indietro. In molti paesi è già uso comune. Si può usare in strada, portarlo in ufficio, usare in pausa pranzo. In Italia, invece, stiamo muovendo ora i primi passi. Ma il futuro sarà quello”.