Multitutility, la sfida del colosso lombardo.

Tavola rotonda

Se ne è parlato questa oggi al Pirellone. “Allearsi per competere: il caso Acsm-Agam”, il titolo dell’incontro che ha visto a confronto amministratori del territorio e i manager delle aziende dei servizi. Sotto la lente, l’integrazione in Acsm Agam delle local utilities operanti nelle province a Nord della Lombardia (Como, Monza, Varese, Sondrio e Lecco) con il riferimento industriale di A2A.

La “benedizione” della Regione

La nuova realtà ha ricevuto la benedizione dell’Amministrazione regionale. “E’ la strada giusta ed è giusto il metodo. Ancora una volta la Lombardia dà l’esempio: nuovi servizi all’insegna della continuità e del legame con il territorio”, ha osservato il presidente Attilio Fontana. “Un traguardo notevole per essere più competitivi in ambito nazionale e internazionale, mentre la Regione conferma di essere vicina ai Comuni e alle imprese”, ha aggiunto il vicepresidente e assessore alla Ricerca e Sviluppo, Fabrizio Sala. Un concetto ribadito anche dall’assessore agli Enti locali, Montagna e Piccoli comuni Massimo Sertori: “Siamo davanti a un progetto importante, non facile. Mi è piaciuto l’approccio ‘federale’ che ha accompagnato questa operazione: varie realtà coordinate dalla presenza molto forte di A2A. Ora la ciliegina sulla torta sarebbe una semplificazione amministrativa che accompagni la multiutility”.

A2A strizza l’occhio a Gelsia e Tea

“E’ stata premiata l’originalità del modello: chi era forte in sinergia con chi aveva un forte radicamento sul territorio. La piena condivisione del piano industriale nei prossimi cinque anni ha fatto il resto”, ha osservato il presidente di A2A, Giovanni Valotti. Intanto, forte del successo e dell’entusiasmo che sta accompagnando l’operazione, A2A strizza l’occhio a Gelsia (Brianza) e Tea (Mantova): “Sono due aziende in salute, sapranno rimanervi a lungo? Queste operazioni hanno valore quando le aziende stanno bene…”. A buon intenditor…

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I sindaci

Intanto sindaci e amministratori si fregano le mani davanti ai servizi offerti e ai dividenti. “Abbiamo una quota minima, ma ce la teniamo stretta. I servizi offerti da A2A a Bergamo sono sotto gli occhi di tutti: siamo un piccolo gioiello di smart city”, ha commentato il sindaco Giorgio Gori. Un concetto ribadito dal collega di Monza, Dario Allevi: “Ci aspettiamo tantissimo da questa nuova realtà. Del resto, in questi anni Monza e Como hanno collaborato benissimo. Le nostre aspettative sono legate soprattutto alle opportunità della smart city: mobilità dolce, colonnine elettriche, pubblica illuminazione, teleriscaldamento. Quindi, servizi per i cittadini. Certo, anche i dividendi non sono un fattore secondario”. La chiusura per il sindaco di Lecco e presidente di Anci Lombardia, Virginio Brivio: “E’ una sfida importante, non ancora del tutto vinta. Rimaniamo agganciati al territorio, ma abbiamo bisogno di un abito su misura apposta per noi: abbiamo un bacino di 300mila abitanti, ma con il turismo, la portata di ciò che abbiamo bisogno ha una crescita esponenziale”. Ai lavori hanno preso parte anche Valerio Camerano, amministratore delegato di A2A, Paolo Busnelli, presidente di Acsm-Agam, Giovanni Stefanin, partner PwC TLS avvocati e commercialisti.