L’ex sindaco e Sottosegretario all’Interno Stefano Candiani in visita all’ospedale di Tradate dopo il caso del “dottor seppia”.

Candiani: “Inaccettabile, ho informato Gallera”

L’arrivo a Tradate del “dottor seppia”, il medico licenziato in autunno da Praia a Mare perchè ripreso nei bagni dell’ospedale in divisa del 118 a pulire seppie, non ha mosso solo le forze d’opposizione del Partito Democratico. Venerdì sera il Sottosegretario del Ministero dell’Interno Stefano Candiani ha fatto visita al Pronto Soccorso del Galmarini, incontrando infermieri, medici, primari e il direttore sanitario Brunella Mazzei. Al centro la vicenda del dottor Emilio Alfano, giunto a Tradate tramite la cooperativa chiamata dall’Asst a colmare le carenze di personale, ma soprattutto la situazione del Pronto Soccorso, in questi giorni particolarmente sovraccaricato. “Quello delle seppie è solo l’elemento più ‘folkloristico’ del suo curriculum – ricorda Candiani – Curriculum che comprende la presenza ubriaco in orario di servizio, aggressioni e anche i domiciliari. E’ inaccettabile mescolare questo curriculum alla professionalità e serietà dei medici dell’ospedale di Tradate, e nemmeno posso immaginare che sia diventato questo lo standard sanitario della Lombardia. Ho informato l’assessore regionale alla Sanità Giulio Gallera, chiedendogli di intervenire quanto prima per evitare che questo tipo di situazioni possa intaccare la serietà che contraddistingue il sistema sanitario lombardo”.

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“Ok la cooperativa, ma serve personale”

“Le informazioni che ho raccolto dal personale sanitario in ospedale mi hanno confermato comunque che il problema non sta nell’utilizzo di una cooperativa per colmare i buchi di organico, dal momento che gli altri medici in servizio a Tradate lavorano molto bene consentendo di gestire circostanze di particolare sovraccarico – precisa Candiani – Se si tratta di una soluzione utile va bene, a patto però che l’ospedale di Tradate non diventi rifugio per medici con un curriculum non all’altezza della serietà professionale che è doveroso pretendere da chi opera nei nostri ospedali”.

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Pronto Soccorso intasato

Un ulteriore passo indietro restituisce un quadro più ampio del problema. “Al di là di questo episodio, ancora una volta è evidente che c’è un problema che va oltre l’organizzazione interna dell’ospedale. Venerdì, con i letti in Medicina tutti occupati, nel Pronto Soccorso di Tradate c’erano una quarantina di pazienti in attesa provenienti da tutta la provincia di Varese e anche da Como  – continua Candiani – E’ evidente che c’è un ricorso esagerato al Pronto Soccorso, con molte situazioni che potrebbero o dovrebbero essere gestire direttamente dal medico di base o dalla guardia medica a casa, senza ricorrere al Pronto Soccorso e aspettare ore in sala d’attesa per una diagnosi”. “Anche di questo – conclude il Sottosegretario – ho parlato in questi giorni con Gallera, perchè il problema non riguarda solo Tradate ma tutti gli ospedali lombardi”.

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