Giovedì pomeriggio il presidente del Parco del Ticino Gian Pietro Beltrami ha rassegnato le dimissioni.

Beltrami si dimette, i motivi

“Preso atto del parere dell’avvocatura di Regione Lombardia, alla quale mi ero rivolto dopo la mia elezione a sindaco di Besate – dichiara – ho deciso di lasciare l’incarico. Come avevo spiegato alla Comunità del Parco non sono un “poltronista” e non sarei rimasto ad ogni costo: la Comunità mi aveva rinnovato la fiducia per gestire l’ordinaria amministrazione e l’attuazione della Legge 28 per il riordino delle aree protette, ma la Regione ha espresso parere diverso in merito alla compatibilità delle due cariche alla quale mi adeguo come avevo garantito all’assemblea”. Nei prossimi giorni arriveranno anche le dimissioni del consigliere Fabrizio Fracassi, eletto sindaco di Pavia.

Il Consiglio resta in carica

Il Consiglio di Gestione resta regolarmente in carica fino al 31 ottobre, quando saranno rinnovati gli Organismi Direttivi di tutti i Parchi Regionali, sotto la guida della vicepresidente Cristina Chiappa e con i consiglieri Fabio Signorelli e Gioia Gibelli. “Lascio con serenità consapevole di quanto di buono ho fatto in questi anni – prosegue Beltrami -. La Comunità dei sindaci ha riconosciuto gli ottimi risultati ottenuti, il risanamento del bilancio del Parco che oggi gode di ottima salute, l’incremento del patrimonio, i milioni di euro di progetti attuati a tutela della biodiversità del Parco”.

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L’attacco a Razzano (Pd)

“Per contro mi fa specie leggere commenti su Facebook in cui si accomunano le mie dimissioni a quelle del sindaco di Legnano, dovute a motivi completamente diversi. All’ex vicesindaco di Magenta Paolo Razzano – conclude Beltrami – consiglio in queste calde giornate estive di guardare in casa propria. I recenti risultati elettorali, a partire da Magenta, dimostrano che è il centrosinistra, e non solo del territorio, ad essere alla frutta… ma quella secca!”.

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