Oggi, sabato 26, sarà inaugurata la nuova pista di Linate con un volo di Alitalia, domani riapertura regolare del traffico aereo. E dopo tre mesi, si torna a respirare a Malpensa.

Riapre Linate

Si concludono oggi la chiusura dell’aeroporto di Linate e i tre mesi di Bridge dei suoi voli sull’aeroporto di Malpensa. Tre mesi in cui non solo l’aeroporto alle porte di Gallarate ma tutto il territorio hanno boccheggiato, con aerei in decollo e atterraggio continuamente, traffico perenne sulla 336 e le proteste di comitati e cittadini per rumore e inquinamento.

Oggi, alle 18, Linate riaprirà con il primo atterraggio sulla nuova pista con un volo Alitalia. E da domani, tornerà a pieno regime con le nuove piste di atterraggio e decollo riasfaltate come da programma ogni 15 anni.

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Riprendono i voli e continuano i lavori

Da domani quindi i voli su Malpensa diminuiranno tornando ai livelli del periodo precedente al Bridge, e Linate tornerà ad accogliere i circa 110mila movimenti/anno che ne fanno il settimo aeroporto nazionale. Ma nell’aeroporto milanese i lavori non finiscono: dopo facciata e piste, continua il progetto di restyling della struttura, costato 60 milioni di euro. Come spiega LaMartesana, al termine dell’intervento nel 2021 Milano avrà un city airport del tutto rinnovato, con area commerciale e dedicata ai passeggeri ampliata.

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Il futuro di Malpensa

Nonostante disagi e polemiche, Malpensa ha retto questi tre mesi di traffico aumentato. Un bilancio quindi positivo, quello un paio settimane fa dall’Amministratore Delegato di Sea Armando Brunini che si è detto “estremamente soddisfatto di come ha reagito  Malpensa a questo superlavoro”. E in attesa della presentazione del business plan per i prossimi 5 anni e del masterplan per i futuri interventi strutturali, è sempre Brunini che già a luglio aveva fatto capire quale sarà la direzione da prendere: portare l’aeroporto a gestire normalmente i volumi di traffico raggiunti durante il Bridge, nell’arco di una decina d’anni. “Malpensa dimostra di essere un aeroporto in grado di ospitare volumi importanti di traffico – ha dichiarato – Ma arriveremo a questi numeri progressivamente. Stiamo lavorando a un piano di crescita serio basato sulla sostenibilità”. Per farlo, servirà prima di tutto intervenire sui collegamenti. La 336 si è dimostrata (come già in tanti, politici e non, avevano avvertito) insufficiente ad accogliere l’aumentato volume di traffico. Incidenti e code non sono mancati. E anche i collegamenti pubblici andranno rivisti, dato che in questo periodo sono stati utilizzati solo da una minima parte dei passeggeri in entrata e in uscita da Malpensa.

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