Sottratti fiori e lumini: continua la triste abitudine al Cimitero di Pogliano

Sottratti fiori e lumini: non c’é pace al cimitero

Continua la triste abitudine, ormai assodata da tempo sul territorio, della razzia di oggetti dalle tombe.

Ignoti si aggirano tra le lapidi e sottraggono manufatti di ogni tipo: dai fiori, singoli, ad interi vasi, da statuine ricordo a lumini.

L’argomento, già trattato durante una precedente intervista (ndr febbraio), continua nell’attuale. I sentimenti più raccontati sono lo sgomento e la rabbia, di fronte ad atti gratuiti e vergognosi.

Il cimitero di Pogliano, via Arluno, si stende tra la ferrovia (ex passaggio a livello), che fa da confine con quel di Vanzago, il piccolo sottopasso ciclo pedonale che scorre sotto i binari, e la fila di case che vanno verso la periferia: dal complesso residenziale <<Pogliano Uno>> in poi.

Non é nuovo a questo tipo di atti. I famigliari che si recano a far visita ai propri cari stupiscono di non rinvenire gli oggetti che solo il giorno prima avevano deposto sulla lapide del congiunto. Si passa dalla perplessità, alla consapevolezza, alla rabbia, fino alla tristezza. Poi la tristezza si trasforma in voglia di raccontare quell’indignazione, che sale, perché l’inciviltà dilaga. E di poter fare qualcosa.

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<<Continuano spudoratamente!>> si lamenta qualcuno. <<Il gesto dà molto molto fastidio. Non é una questione economica>> dicono altri.

Non é l’aspetto economico ma quello umano alla base del gesto. E’ l’offesa all’onore di chi non c’é più e al dolore di chi, amici, famigliari, parenti, crede che in quel luogo può in qualche modo ri-sentirli vicini. Perlomeno ricordare. La razzia dei fiori per i poglianesi é questo: un’offesa alla memoria.

<<Continuiamo così? In certi paesi hanno messo le telecamere come a rho – spiega un gruppo di cittadini –  almeno sarebbero un deterrente>>. Le telecamere restano un punto controverso: chi contro, chi a favore.

Nemmeno il gran caldo ferma l’inciviltà di certi gesti sul suolo poglianese. Gli avventori strisciano fra le tombe e rubano. Un atto silente che si fa sentire. E incrina in maniera indecorosa l’atmosfera sospesa del luogo della pace. Il rumore rompe il rispetto. Spezza qualcosa. Forse un legame.

<<Più educazione e buon senso – concludono alcuni – questo serve>>.

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