Trasporto ferroviario Continuano i disservizi e i disagi e i rappresentanti dei viaggiatori chiedono un nuovo incontro con l’assessore regionale Terzi.

Trasporto ferroviario: ancora disservizi e disagi

L’estate non ha magicamente risolto i problemi del trasporto ferroviario, anzi. Ed ecco che i rappresentanti dei viaggiatori lombardi alla Conferenza regionale del trasporto pubblico locale chiedono un incontro con l’assessore regionale ai Trasporti Claudia Terzi. La richiesta è contenuta in una lunga lettera, nella quale sono elencate le maggiori criticità con le quali gli utenti del trasporto ferroviario devono fare i conti. Non ultima, l’eliminazione dei biglietti e degli abbonamenti «solo treno» a partire dal prossimo mese di ottobre, nell’ambito dell’introduzione del nuovo sistema tariffario integrato. Una scelta che non è piaciuta ai pendolari che utilizzano la sola linea ferroviaria per raggiungere Milano e che dovranno mettere in conto «notevoli rincari».
Per raggiungere Milano da Legnano, ad esempio, il costo del biglietto unico integrato è di 3,60 euro, il settimanale costa 30,50, il mensile 82 e l’annuale 712. Tariffe convenienti per chi viaggia su più mezzi (come nel caso di chi prende sia il treno che la metropolitana), ma più care di quelle pagate finora da chi utilizzava soltanto il treno (biglietto singolo 3,60, settimanale 18,50, mensile 65 e annuale 627)
«Gentile assessore Terzi – scrivono i rappresentanti dei viaggiatori lombardi -, l’estate ormai è agli sgoccioli, le vacanze quasi concluse e la maggior parte dei cittadini e viaggiatori lombardi è tornata alla solita routine. Purtroppo, l’estate non ha magicamente risolto i problemi al trasporto ferroviario. Nonostante le quattro settimane di riduzione estiva – forse un po’ troppe visto che non siamo più nell’Italia degli anni 60/70 dove le fabbriche chiudevano interamente nel mese di agosto -, abbiamo avuto continui disservizi e disagi, imputabili sia a Trenord, sia a Rfi».
I portavoce ricordano inoltre che all’ultimo incontro con tutti i quadranti, erano stati illustrati «i dati positivi che la cura del taglio del servizio a dicembre 2018 aveva portato»: «Pur riconoscendo un lieve miglioramento – anche perché peggiorare era davvero difficile -, avevamo espresso la nostra preoccupazione sullo stato del servizio ferroviario di alcune linee, oltre ad aver chiesto lo sforzo di ripristinare i servizi tagliati». Una «cura», quella del taglio del servizio, che secondo i firmatari della lettera inviata al Pirellone avrebbe portato «ad alcuni risultati positivi per via della riduzione delle corse», ma non si sarebbe dimostrata «una soluzione efficace sul lungo periodo, come testimoniano gli indici di puntualità del mese di giugno». «Durante questo mese – a ben sei mesi dall’entrata in vigore dei provvedimenti -, ben 25 linee su 37 non hanno raggiunto lo standard minimo dell’indice di affidabilità del servizio. Un segnale preoccupante che dovrebbe far riflettere sui temi della manutenzione del materiale ferroviario – il caldo non può essere una scusante -, oltre che alla necessità di compiere una seria e lungimirante programmazione».
Poi l’affondo sui rincari previsti dal nuovo sistema tariffario integrato per chi viaggia solo sul treno. «La notizia che più ha spiazzato i viaggiatori lombardi, e soprattutto quelli della provincia di Milano e di Monza-Brianza – argomentano i loro rappresentanti alla Conferenza regionale del Tpl -, è stato l’annuncio dell’eliminazione dei titoli di viaggio “solo treno” a partire da ottobre. L’argomento è complesso e lungi da noi non voler favorire un’integrazione tariffaria che dovrebbe essere uno dei pilastri su cui costruire una mobilità intermodale e veramente sostenibile. I rappresentanti dei viaggiatori sono stati, sono e saranno sempre favorevoli a questo obiettivo programmatico. Tuttavia ha suscitato in noi (e nei viaggiatori) grande perplessità la modalità con la quale sono stati eliminati i biglietti e gli abbonamenti solo ferroviari, un autentico fulmine a ciel sereno per i viaggiatori che, utilizzando solo il treno per recarsi a Milano, subiscono così dei notevoli rincari, soprattutto se si considera la qualità, del tutto insoddisfacente, dei servizi ferroviari. Non capiamo la fretta con cui si è tolta la possibilità ai viaggiatori di utilizzare questo tipo di biglietto, quando la legge regionale prevede un arco di tempo di cinque anni per armonizzare tutto il sistema e la transizione definitiva verso il sistema a tariffazione integrata. I cittadini non possono rimetterci per colpa di quello che sembra il solito scaricabarile politico di responsabilità tra Comune di Milano e Regione Lombardia. Le decisioni frettolose, insieme alla mancanza di informazioni come la misura delle compensazioni per i viaggiatori solo treno, non aiutano a migliorare la fruibilità del servizio ai cittadini».
Per discutere di questi problemi, i firmatari della lettera chiedono urgentemente un incontro con i rappresentanti regionali. «Ci rivolgiamo a lei assessore – scrivo a Terzi – perché riconosciamo a Regione Lombardia il ruolo di programmatore e di ente regolatore del servizio ferroviario e come istituzione che ha il compito di rispondere alle esigenze dei cittadini».